Our News

Latest news from our blog

2 AGOSTO: L’INTERCETTAZIONE CHE INCHIODA LA P2 NEL RUOLO DI MANDANTE

2 AGOSTO: L’INTERCETTAZIONE CHE INCHIODA LA P2 NEL RUOLO DI MANDANTE

By RadioItaliaAnni60tv on 30 Luglio 2020 in NOTIZIE DALLA REDAZIONE

Un dialogo, visionato dall’agenzia Ansa, contenuto nei documenti de-secretati sulla strage del due agosto 1980, la bomba alla stazione di Bologna: parole che rivelerebbero i mandanti e che confermerebbero la pista della loggia massonica. Per collegare mandanti ed esecutori, la Procura emiliana e la Guardia di Finanza hanno seguito il flusso di denaro. Circa cinque milioni di dollari, il presunto prezzo della Strage, partito da conti svizzeri riconducibili al venerabile della P2 Licio Gelli e all’altro piduista Umberto Ortolani: denaro arrivato al gruppo dei Nar che eseguì la strage, forse anche con una consegna in contanti di un milione, il 30 luglio, pochi giorni prima di quel tragico 2 agosto. “Lui ha i soldi”, diceva Carlo Maria Maggi, riferendosi a Fioravanti, parlando con il figlio Marco. Parole in un’intercettazione ambientale nella casa dell’ex leader di Ordine Nuovo: l’argomento della conversazione, la sera del 18 gennaio 1996, a cena, era la Strage di Bologna. Intercettazione ora agli atti in mano alla Procura di Bologna, nell’inchiesta sui mandanti. Pare essere allora questo il punto d’arrivo di quel pizzino che riportava l’intestazione ‘Bologna’, insieme a un codice alfanumerico (il numero di un conto corrente aperto alla Ubs di Ginevra), trovato a casa di Gelli nel 1982 durante una perquisizione nella sua casa per il crac del Banco Ambrosiano. Secondo gli inquirenti, il flusso di denaro parte dal 1979: destinazione Francesca Mambro, Giusva Fioravanti, Luigi Ciavardini; a cui la giustizia (in primo grado) ha aggiunto Gilberto Cavallini; e ai quali si potrebbe aggiungere il nome di Paolo Bellini, il quinto uomo finito indagato a 40 anni dalla bomba.