Giorno: 22 Luglio 2020

Napoli cade a Parma 2-1, decidono tre rigori

By RadioItaliaAnni60tv on 22 Luglio 2020 in TOP NEWS

PARMA (ITALPRESS) – Se quella del Tardini doveva essere una delle prime prove generali per il match di Champions League contro il Barcellona, il Napoli l’ha fallita. La squadra di Gattuso gioca male e perde 2-1 contro il Parma di D’Aversa che trova la salvezza aritmetica e torna alla vittoria dopo sette giornate di campionato in un match deciso da tre calci di rigore: Caprari e Kulusevski per i padroni di casa, Insigne per gli ospiti per il momentaneo 1-1. Al 47′ del primo tempo c’è la prima svolta del match: Grassi penetra in area e viene toccato da dietro da Mario Rui. Per Giua è rigore e dagli undici metri Caprari non sbaglia firmando l’1-0. Al 54′ i ruoli si invertono e il Napoli trova il pareggio su penalty. Stavolta è Grassi a deviare in area col braccio una precedente conclusione, Insigne si presenta dal dischetto e spiazza Sepe. Si abbassano i ritmi nell’ultima mezz’ora di gioco e le due squadre si affidano alle iniziative individuali dei singoli. Come quella di Lozano al 74′: l’ex Psv punta la porta e con l’esterno destro lascia partire un tiro che costringe Sepe a rifugiarsi in angolo. Ma all’85’ c’è il terzo rigore della serata: Kulusevski scappa a Koulibaly che lo stende, Giua non ha dubbi e lo svedese sigla il suo ottavo gol in campionato.
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Gualtieri “Salvati 1,5 milioni di posti di lavoro”

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ROMA (ITALPRESS) – “Sono state autorizzate quasi 2,1 miliardi di ore di cassa integrazione, di cui quasi 1,1 ordinaria. I beneficiari totali sono quasi 12,6 milioni per una spesa stimata di 16,5 miliardi di euro. L’indennità dei 600 euro ha raggiunto 4,1 milioni di persone, mentre il bonus lavoratori domestici quasi 250mila individui, il sostegno baby sitter 500mila persone e il reddito di emergenza 457mila domande”. Lo ha detto il ministro dell’Economia e delle Finanze Roberto Gualtieri, nel corso del Question time alla Camera.
“In assenza di questo intervento, secondo la Banca d’Italia, il Pil sarebbe caduto di un ulteriore 2,1% – ha aggiunto -. Per quanto riguarda l’occupazione si può indicare in 1,5 milioni i posti di lavoro salvati grazie alle misure del governo”.
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Renault, E-Tech ibrido dalla Formula 1 alla strada

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ROMA (ITALPRESS) – L’esperienza maturata nei veicoli elettrici e le tecnologie sviluppate in Formula 1 sono alla base della nuova gamma “E-Tech” del Gruppo Renault. Si tratta di veicoli ad alimentazione ibrida, che riducono le emissioni di CO2 contenendo i consumi di carburante, anche sulle lunghe distanze. “Il nuovo rivoluzionario sistema ibrido si chiama E-Tech, dove E sta per elettrico e Tech per tecnologia della Formula 1. Si tratta di 50 anni di esperienza che portiamo su questo nuovo sistema ibrido – spiega all’Italpress Francesco Fontana Giusti, direttore della comunicazione del gruppo -. Dal veicolo elettrico portiamo la partenza immediata al 100% elettrica, le accelerazioni immediate, la frenata rigenerativa b-mode, che è sul modello Zoe e che aumenta capacità di ricarica della batteria. Nel 2014 abbiamo introdotto il motore ibrido in Formula 1 e oggi tutti gli ingegneri responsabili di quel progetto lavorano sui motori di serie E-Tech”.
“Soprattutto – aggiunge Fontana Giusti – dalla Formula 1 arriva il cambio multimode con innesto a denti, che siamo gli unici a portare sulle vetture di serie. Questo garantisce prestazioni, fluidità e confort di guida. Per quanto riguarda i modelli E-Tech, abbiamo il ‘full hybrig’ su Clio e il ‘plug in hybrid’ su Capture e Megane. Riguardo all’ibrido, noi quando abbiamo sviluppato questo sistema, nel 2014, abbiamo pensato a un elettrico con aiuto termico, e non a un termico elettrificato come fanno tutti”.
Quanto alla risposta che Renault si attende dai mercati, in particolare da quello italiano, “noi vediamo i risultati sull’eletrico: la Zoe è l’automobile più venduta nel primo semestre, con 2.050 vetture vendute per una quota del 21% – sottolinea il direttore della Comunicazione -. Dunque, appena ci sono incentivi le vendite dell’elettrico ibrido vanno in alto. Noi ci aspettiamo ottimi risultati, e la scelta di mettere l’ibrido su vetture di volume come Clio, Capture e Mègane, che sono i tre più importanti modelli a livello mondiale, è una scelta molto importante anche per ‘democratizzarè la tecnologia”.
Parallelamente, Renault ha creato una nuova società, Elexent, dedicata alle infrastrutture per la ricarica. “L’obiettivo – spiega Fontana Giusti – è facilitare o accelerare i processi o i progetti di infrastruttura di ricarica per le flotte elettriche e ibride. E’ un servizio che viene offerto a tutti i tipi di carrozzerie, a tutte le aziende sul mercato automobilistico e a tutti i clienti profesisonali. Con questa soluzione noi rafforziamo un ulteriore tassello sull’elettrico che è quello della ricarica, oltre al discorso dell’autonomia e del prezzo. Sull’autonomia oggi abbiamo la Zoe che fa 400 chilometri, abbiamo una capacità di ricarica estremamente interessante con la corrente continua, che permette in 30 minuti di recuperare 150 chilometri. Inoltre abbiamo un motore decisamente molto performante. A questo punto il discorso della ricarica è fondamentale, ed Elexent, con la partner Solstyce che si occupa di accumulo stoccaggio di energia, nasce per risolvere i problemi dei clienti professionali”.
“Il cliente è sempre stato al centro dell’attenzione di Renault. Già nel marzo 2019 abbiamo crato la divisione Tce, total customers experience, e sempre nel 2019 abbiamo lanciato 15 progetti digitali, ma il lockdown effettivamente ha accelerato la digitalizzazione – aggiunge il direttore della Comunicazione del gruppo -. Nella vendita abbiamo lanciato la video live chat, che permette il contatto visivo tra venditore e cliente. Questo è fondamentale, il venditore può mostrare i prodotti con il cellulare, può parlarne, fare una configurazione fino al preventivo. Nella fase della consegna inoltre abbiamo un’app che consente di tracciare la vettura dalla fabbrica fino al concessionario. Poi la consegna, che viene fatta totalmente in digitale con tablet e video tutorial”.
“Infine l’ultima cosa, forse la più importante e rivoluzionaria, ideata e realizzata per il lockdown, riguarda l’assistenza ‘zero-contact’ – conclude il direttore della comunicazione del Gruppo -. Il cliente che arriva per far fare un lavoro sulla vettura lascia la chiave in una cassetta, poi con un’app riesce a prendere un’auto di cortesia che spesso è la Zoe, quindi anche con la possibilità di provare l’elettrico gratis. Abbiamo dunque tutti i processi a 360 gradi, dalla vendita all’e-payment fino all’assistenza”.
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Ance “Su investimenti e burocrazia serve cambio di rotta”

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ROMA (ITALPRESS) – Cambiare rotta a partire dal taglio della burocrazia e dagli incentivi agli investimenti. Sono le priorità del settore delle costruzioni, secondo il presidente di Ance, Gabriele Buia. Dopo l’accordo europeo sul Recovery Fund, Buia, in un’intervista all’Italpress, rilancia le proposte dell’Associazione per risolvere le difficoltà del settore. “Questo accordo – spiega – avrà un seguito e darà la capacità all’Italia di riprendersi, se le risorse saranno impiegate rapidamente e bene, altrimenti se continuiamo a seguire la solita strada italiana di non riuscire a utilizzare la spesa pubblica, faremo un ulteriore danno. Più volte abbiamo denunciato che il grande problema che ha questo Paese è che le leggi di bilancio, quando stanziano risorse, non vengono mai utilizzate rapidamente. Auspico che questo accordo porti veramente crescita al Paese. Aprire i cantieri non si fa a parole ma bisogna pianificare, progettare rapidamente. Fino a oggi la storia dell’Italia ci ha insegnato che si parla con faciloneria dell’apertura dei cantieri ma non ci si rende conto che a monte delle procedure di gara c’è una tale burocrazia che impedisce di utilizzare le risorse. Il governo ha in mano questo grimaldello per cambiare rotta. Se non riuscirà a farlo, sarà un grande problema”. Quanto al Dl Semplificazioni “non si può dire che non contenga norme di interesse o di semplificazione – afferma -, si vede che c’è la volontà di toccare argomenti specifici che più volte avevamo denunciato. Ci sono misure che, prese singolarmente, sono positive per semplificazione e velocizzazione rispetto allo status quo, però ci sono situazioni che mi inducono a pensare che non ci sia una rotta ben decisa e un obiettivo ben preciso. Per esempio, per quanto riguarda il mondo dell’edilizia, nel mercato privato, non riesco a capire – sottolinea – quale sia il punto d’arrivo, l’obiettivo del Governo”. Il Dl rilancio “quello che ha veramente di rilancio – evidenzia – è la procedura del superbonus. E’ importante ed è motivo di accelerazione e di maggiore attenzione verso il settore”, spiega il presidente dell’associazione dei costruttori che, però, precisa: “Noi siamo costruttori di infrastrutture di città e per risollevare veramente questo mercato bisogna far sì che gli investimenti vengano utilizzati, che ci siano procedure snelle”.
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Coronavirus, aumentano i nuovi casi, in calo i decessi

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ROMA (ITALPRESS) – Impennata dei nuovi casi di contagio da Covid-19 in Italia. Nelle ultime 24 ore – secondo i dati contenuti nel consueto bollettino del Ministero della Salute – i nuovi positivi sono 282 (ieri erano stati 129). Cala invece a 9 il numero dei decessi. Il numero delle persone attualmente positive in Italia è di 12.322 (+74). Sono invece 197 i guariti, dato che porta a 197.628 il numero complessivo. I casi positivi totali in Italia dall’inizio della pandemia tocca quota 255.032. In leggera flessione il dato relativo ai ricoverati con sintomi: sono 724, 8 in meno rispetto ai 732 di ieri. Di questi 48 si trovano attualmente nei reparti di terapia intensiva (-1). Per quanto riguarda il numero di coloro che si trovano in isolamento domiciliare sono 11.550, con un incremento di 83 rispetto a ieri.
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Confedilizia “Ridurre tasse su affitti negozi per aiutare la ripresa”

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ROMA (ITALPRESS) – Ridurre la tassazione sugli immobili non abitativi affittati, semplificare la normativa sui contratti e correggere la norma sul blocco degli sfratti. Sono queste alcune delle proposte di Confedilizia per il settore immobiliare.
In vista del “varo di un altro provvedimento economico relativo al nuovo scostamento – spiega all’Italpress il presidente di Confedilizia, Giorgio Spaziani Testa -, puntiamo molto alla riduzione della tassazione degli immobili non abitativi affittati che vuol dire cedolare secca per le persone fisiche e una corrispondente riduzione del carico per le società immobiliari. Solo così si può tentare di aiutare la ripresa delle attività economiche, commerciali, artigianali e di ristorazione che sono in difficoltà”. Per Spaziani Testa, “si avranno riflessi positivi anche a vantaggio degli inquilini perchè bisogna ridurre quella parte di canone che va a Stato e Comune con Irpef, Ires e Imu. Lo Stato e i Comuni – afferma – devono fare un passo indietro: se rinunciano a una fetta della quota, il proprietario è in grado di applicare canoni più bassi”. Nel decreto Rilancio, convertito in legge dal Parlamento, secondo il presidente di Confedilizia, “l’estensione del blocco sfratti e la norma su affitti per palestre e impianti sportivi sono inaccettabili”. Sul superbonus al 110% e sul credito d’imposta sugli affitti “diamo un giudizio positivo, anche se il credito d’imposta è ancora del tutto insufficiente, serve rafforzarlo. Il superbonus – prosegue – è una misura rilevante, ma va estesa almeno fino al 2022”.
Sul blocco degli sfratti “riceviamo quotidianamente segnalazioni da parte di proprietari locatori che sono in difficoltà economiche e che attendevano che venisse attuato un provvedimento dell’Autorità giudiziaria per riavere l’immobile nella propria disponibilità. E’ inaccettabile che non ci sia un congruo indennizzo per i proprietari. Il problema viene spostato da una categoria a un’altra, dagli inquilini ai proprietari ed è inaccettabile, anche perchè viene fatto sulla base di preconcetti ideologici secondo i quali il proprietario sta meglio dell’inquilino”. Quanto al Dl Semplificazioni “lo stiamo ancora valutando nei dettagli e nelle sue ricadute per la proprietà immobiliare, non ci sembra una particolare svolta”.
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Cia “Subito legge su consumo di suolo, agricoltura sempre più a rischio”

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ROMA (ITALPRESS) – L’Italia perde ancora terreno e l’agricoltura del Paese rischia di arretrare all’avanzare di una cementificazione forsennata e pericolosa che danneggia produzioni e paesaggio, patrimonio fondamentale da tutelare con una legge ad hoc sul consumo di suolo. Così Cia-Agricoltori Italiani rilancia sull’urgenza “di un intervento serio e circostanziato del Parlamento, nuovamente sollecitato anche dai dati diffusi oggi dall’Ispra: nel 2020 sono andati persi altri 57 chilometri quadrati di territorio nazionale, al ritmo di 2 metri quadrati al secondo”.
“In meno di vent’anni – ricorda Cia – la superficie edificata ha corroso oltre 2 milioni di ettari coltivati, cancellando il 16% delle campagne. Negli ultimi sette anni fino al 2019, sottolinea il rapporto Ispra, la perdita dovuta al consumo di suolo in termini di produzione agricola complessiva, ha raggiunto i 3,7 milioni di quintali per un danno economico pari a quasi 7 miliardi di euro. Nel dettaglio sono stati “cancellati” 2 milioni e mezzo di quintali di prodotti da seminativi, seguiti dalle foraggere (-710.000 quintali), dai frutteti (-266.000), dai vigneti (-200.000) e dagli oliveti (-90.000)”.
“Senza contare – ribadisce l’associazione di categoria – che la mancata manutenzione del territorio, il degrado, l’incuria, la cementificazione selvaggia e abusiva, l’abbandono delle zone collinari e montane dove è venuto meno il fondamentale presidio dell’agricoltore, contribuiscono a quei fenomeni di dissesto idrogeologico che hanno reso ancora più fragile l’Italia e in quelle zone maggiormente vulnerabili e neanche ora al riparo dall’avanzare della copertura artificiale. E da anni che Cia chiede una legge contro il consumo di suolo. E’ una sfida importante che vede protagonisti gli agricoltori come tutti i cittadini e che è tornata centrale anche ne “Il Paese che Vogliamo”, progetto dell’organizzazione con al centro le potenzialità delle aree interne d’Italia. Serve per Cia un provvedimento basato su scelte consapevoli e di lungo respiro che guardano, oggi più di ieri, all’impatto sui cambiamenti climatici e al ruolo strategico riconosciuto all’agricoltura anche a livello europeo”.
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Sarri “Scudetto? Essere vicini non significa niente”

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TORINO (ITALPRESS) – “Ci mancano 4 punti e fare punti è difficile per noi e per tutte le altre squadre. Dobbiamo rimanere con la testa sulle singole partite perchè i punti sono dentro le partite. Pensiamo all’Udinese e poi alla Samp e stop, il resto deve venire di conseguenza. Bisogna rimanere sul pezzo, essere vicini a un obiettivo nello sport non significa niente. E’ dura per tutti”. Maurizio Sarri getta acqua sul fuoco alla vigilia di Udinese-Juve: se l’Inter dovesse stasera fare un passo falso con la Fiorentina, un successo domani regalarebbe ai bianconeri il nono scudetto di fila. Un risultato che permetterebbe al tecnico anche di zittire certe critiche per quanto lo stesso Sarri è il primo a lasciarsele scivolare addosso. “Probabilmente sto sui coglioni a qualcuno…- commenta – Mi interessano relativamente, sono opinioni di altre persone su una materia in cui penso di saperne di più. Magari mi sbaglio ma lasciatemi essere presuntuoso. So benissimo le difficoltà che dobbiamo affrontare giornalmente e penso di avere tutti i dati a disposizione per cui ritengo di saperne di più di chi esprime un’opinione che ritengo legittima ma che mi interessa fino a un certo punto”. Con la Champions ancora lontana (“Ci stiamo giocando il campionato per cui la testa è sul campionato senza avere secondi pensieri. Il resto lo dovremo valutare dopo”), Sarri si sofferma sull’intesa fra Dybala e Ronaldo. “Siamo una squadra forte, con margini di miglioramento, è abbastanza evidente. La difficoltà nella convivenza fra due giocatori di così alto livello faccio fatica a vederla. Ci possono essere dei momenti in cui non copriamo bene l’area ma questo viene compensato dalla forza individuale di questi due giocatori”.
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