Giorno: 17 Ottobre 2020

Alla Juve non basta Morata, 1-1 in casa Crotone

By RadioItaliaAnni60tv on 17 Ottobre 2020 in TOP NEWS

CROTONE (ITALPRESS) – Il Crotone ferma la Juventus e guadagna il primo punto in campionato. Allo ‘Scidà la matricola della Serie A strappa l’1-1 dopo tre sconfitte nelle prime tre giornate approfittando delle tante assenze tra i bianconeri, per la seconda partita consecutiva costretti a terminare in inferiorità numerica. I bianconeri vanno sotto al 12′ sul rigore trasformato da Simy: Bonucci in ritardo su Reca, dal dischetto il centravanti rossoblù spiazza con freddezza Buffon al 650° gettone in Serie A. Gli ospiti impiegano solamente nove minuti per rimediare: Kulusevski trova un buon corridoio per Chiesa, l’ex viola pesca Morata sul secondo palo che da pochi passi non può sbagliare. La Juventus manca il pallone del vantaggio con Portanova che spara addosso a Cordaz da buona posizione, il Crotone risponde nel finale di primo tempo con una manovra avvolgente partita da sinistra e disinnescata con una parata in due tempi da Buffon. In avvio di ripresa i campioni d’Italia continuano a concedere troppo: Cigarini dal limite mette di poco sul fondo, Pirlo decide di affidarsi a Cuadrado che rileva Portanova ma al 60′ deve incassare l’espulsione di Chiesa. Il direttore Fourneau di Roma giudica pericoloso il contrasto del nuovo acquisto bianconero con Cigarini, la Juve rimane in dieci ma due minuti dopo sfiora il raddoppio con il colpo di testa di Morata che colpisce il palo interno. L’attaccante spagnolo si vede negare la doppietta dal Var al 76’: dopo un interminabile check, per questione di millimetri il numero 9 bianconero è oltre l’ultimo difensore del Crotone. Il disordinato forcing finale della Vecchia Signora nei sette minuti di recupero non cambia il risultato: i calabresi festeggiano, la Juve stenta a decollare.
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Doppietta Ibrahimovic e gol Lukaku, Inter-Milan finisce 1-2

By RadioItaliaAnni60tv on 17 Ottobre 2020 in TOP NEWS

MILANO (ITALPRESS) – Spettacolo, gol e tante occasioni da una parte e dall’altra. Il derby della Madonnina tra Inter e Milan se lo aggiudicano i rossoneri di Pioli per 2-1, ma i nerazzurri a larghi tratti hanno dimostrato di essere sicuramente alla pari. Pronti via ed è il Milan a rendersi subito pericoloso con la rapidità di Leao e la fisicità di Ibrahimovic. Proprio lo svedese al 13′ viene messo giù in area di rigore da Kolarov, per Mariani è rigore. Lo stesso numero 11 rossonero si presenta sul dischetto calciando alla destra di Handanovic che abilmente respinge ma non può nulla sulla ribattuta. Tre giri d’orologio e il Milan raddoppia: Leao va via in velocità sulla corsia sinistra e mette al centro un pallone delizioso che Ibra spedisce in rete a porta praticamente sguarnita. I rossoneri sembrano avere il predominio di campo e gioco ma l’Inter non ci sta e prova a reagire con le sue armi. Al 29′ è Lukaku ad accorciare le distanze con un tocco ravvicinato su cross di Perisic che non lascia scampo a Donnarumma. Tre minuti dopo i nerazzurri sfiorano il pari: cross di Hakimi, Lautaro ci prova di testa ma Kjaer salva. Sul pallone si fionda Barella ma il tentativo del centrocampista è debole. Nella ripresa la prima occasione è per il Milan al 56′: Leao parte in velocità e raggiunge il limite dell’area, il portoghese sterza e calcia a giro, palla di poco fuori. Il match è vivo e divertente con l’Inter che prova a forzare, mentre il Milan riparte in contropiede. Proprio da una ripartenza la squadra di Pioli sfiora il gol con Krunic al 73′. Sul ribaltamento accese proteste dell’Inter per un penalty prima assegnato e poi revocato da Mariani per un presunto fallo di Donnarumma su Lukaku. Nei minuti finali forcing dei nerazzurri, che creano anche un’occasione al 93′ con Lukaku, ma dopo i cinque minuti di recupero a portare a casa i tre punti è il Milan.
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Samp-Lazio 3-0, i biancocelesti senza Immobile crollano a Marassi

By RadioItaliaAnni60tv on 17 Ottobre 2020 in TOP NEWS

GENOVA (ITALPRESS) – A Marassi una Lazio orfana di Immobile crolla per 3-0 contro la Sampdoria di Ranieri nella quarta giornata di serie A. Decisive le reti di Quagliarella e Augello nel primo tempo e Damsgaard nella ripresa. I blucerchiati, reduci da una vittoria e due sconfitte, centrano i 3 punti e salgono a quota 6, mentre i biancocelesti in piena emergenza infortuni subiscono un’ulteriore battuta d’arresto dopo lo scorso pareggio contro l’Inter. Primo tempo che parte guardingo da parte di entrambe le formazioni con i blucerchiati che sembrano però più propositivi in fase offensiva, tanto da trovare il vantaggio alla mezz’ora con Quagliarella. Dormita collettiva del terzetto difensivo biancoceleste con Augello che fa partire un cross con il contagiri per il capitano della Sampdoria che tutto solo punisce Strakosha con un colpo di testa. Gli uomini di Inzaghi sembrano aver subito il contraccolpo e non alzano il ritmo. Dall’altra parte, invece, i blucerchiati continuano a tenere alta la linea della pressione e trovano il raddoppio con Augello. Acerbi cerca di rinviare un pallone in area, ma viene intercettato dal numero 3 della Sampdoria che dal limite calcia di prima intenzione e mette alle spalle di Strakosha il suo primo gol in Serie A. Avvio deciso dei biancocelesti nella ripresa che con l’ingresso degli esterni riesce a trovare maggior freschezza, ma la Sampdoria si difende con ordine. Al 70′ gli uomini di Inzaghi vanno ad un passo dal gol con un grande appoggio del neo entrato Muriqi per Correa calcia in diagonale, ma la sfera termina sul fondo. Improvviso cambio di fronte della Sampdoria che cala il tris al 29′ con il giovane Damsgaard. Quagliarella dal limite calcia con il destro, la respinta di Strakosha viene raccolta da Patric. Clamoroso errore dello spagnolo che regala palla a Verre e l’ex Hellas Verona serve il numero 38 che trova la rete del definitivo 3-0.
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Poker del Napoli al San Paolo, Atalanta travolta per 4-1

By RadioItaliaAnni60tv on 17 Ottobre 2020 in TOP NEWS

NAPOLI (ITALPRESS) – Dodici gol fatti e uno subito, senza contare i tre virtuali inflitti a tavolino contro la Juventus. Dopo la pausa per le nazionali, un Napoli irresistibile conferma quanto di buono mostrato nelle prime due giornate e spazza via l’Atalanta per 4-1 con quattro gol segnati in un primo tempo a senso unico. Contro Ilicic (al ritorno in campo dal 1′) e compagni, Gattuso non bada all’equilibrio e schiera l’arsenale pesante con Osimhen supportato da Politano, Mertens e Lozano. La scelta si rivela corretta e la prima frazione di gioco è un monologo di occasioni e gol della formazione partenopea. Al 23′ c’è l’1-0: Di Lorenzo dal fondo crossa in area, Osimhen manca la deviazione vincente ma alle sue spalle c’è Lozano che appoggia a porta sguarnita dopo l’intervento sbagliato di Sportiello. Prima dello scoccare della mezz’ora, il Napoli trova altri due gol: Toloi e Romero si ostacolano a vicenda nel tentativo di fermare Osimhen e spianano la strada per Lozano che col destro firma il raddoppio. Al 30′ è invece il turno di Politano che col mancino da fuori area sorprende Sportiello e sigla il secondo gol stagionale. Nonostante l’Atalanta sia la prima squadra della Serie A ad aver segnato almeno quattro gol nelle prime tre giornate di campionato, prima del 45′ i ruoli si invertono. E a siglare il poker è Osimhen che per il suo primo sigillo in Serie A sceglie un tiro dai venticinque metri che coglie impreparato Sportiello. Al 69′ l’Atalanta accorcia il risultato: Romero vince un duello con Koulibaly e lancia Lammers che a tu per tu con Ospina non sbaglia e rende meno amaro un parziale comunque pesantissimo che rappresenta un campanello d’allarme per Gasperini.
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Covid, 10.925 nuovi positivi e 47 decessi in Italia

By RadioItaliaAnni60tv on 17 Ottobre 2020 in TOP NEWS

ROMA (ITALPRESS) – Sono 10.925 i nuovi casi di Coronavirus registrati in Italia nelle ultime 24 ore, e 47 i decessi che portano il totale delle vittime a 36.474. Nelle ultime 24 ore sono stati eseguiti 165.837 tamponi, per un totale di 13.394.041 da inizio emergenza. E’ quanto si legge nel bollettino del ministero della Salute e della Protezione Civile di oggi.
Il totale dei dimessi/guariti è di 249.127 (+1.255), mentre gli attuali positivi sono 116.935.
Ad oggi sono 6.617 i ricoverati con sintomi, di questi 705 si trovano in terapia intensiva, mentre in isolamento domiciliare ci sono 109.613 persone.
La Lombardia si conferma la regione dove, nelle ultime 24 ore, è stato registrato il maggior numero di nuovi casi (2.664), seguita da Campania (1.410), Lazio (994), Piemonte (972) e Toscana (879).
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Ganna vince la crono di Valdobbiadene, Almeida resta in rosa

By RadioItaliaAnni60tv on 17 Ottobre 2020 in TOP NEWS

VALDOBBIADENE (ITALPRESS) – Filippo Ganna ottiene il successo nella 14a tappa del Giro d’Italia 2020, andata in scena da Conegliano a Valdobbiadene di 34.1 km. La cronometro individuale, caratterizzata da tanti saliscendi e un GPM di quarta categoria in avvio, finisce nelle mani dell’azzurro dell’Inoes-Grenadiers che trionfa per la terza volta nella Corsa Rosa numero 103 fermando il cronometro in 42’40”. Il classe 1996 di Verbania, iridato in carica della specialità, vola a una media di 48 km/h mettendosi alle spalle l’ex campione del mondo, nonchè compagno di squadra, Rohan Dennis (+0’26”) e l’americano Brandon McNulty (Uae Team Emirates). Joao Almeida chiude sesto e guadagna su quasi tutti i diretti rivali per la classifica generale: il portoghese della Deceuninck-Quick Step fortifica così la sua maglia rosa davanti all’olandese Wilco Kelderman. Vincenzo Nibali (Trek-Segafredo) dà tutto e prova a limitare i danni arrivando al traguardo con 2’53” di ritardo da Ganna, guadagnando qualcosa su Pozzovivo, Fuglsang e Masnada. Domani in programma la 15a tappa del Giro d’Italia, dalla Base Aerea Rivolto a Piancavallo dopo 185 chilometri. Una frazione temibile con i GPM di Sella Chianzutan, Forcella di Monte Rest e Forcella di Pala Barzana prima dell’ultimo sforzo a Piancavallo, salita di 14,5 km al 7,8% di pendenza media.
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Mafia, approvata da 190 nazioni risoluzione “Falcone”

By RadioItaliaAnni60tv on 17 Ottobre 2020 in TOP NEWS

PALERMO (ITALPRESS) – Ci sono le idee e le intuizioni di Giovanni Falcone, il suo metodo investigativo, la sua visione della lotta alle mafie nella risoluzione italiana approvata all’unanimità, a Vienna, dalle 190 nazioni che hanno partecipato alla Conferenza delle Parti sulla Convenzione Onu contro la criminalità transnazionale (Convenzione di Palermo). Delegazioni diplomatiche di tutto il mondo, esponenti delle istituzioni e della società civile, ong tra le quali la Fondazione Falcone, per quattro giorni, sotto l’egida dell’Unodc (l’Ufficio delle Nazioni Unite per il controllo della droga e la prevenzione del crimine), hanno discusso dello stato della lotta alle mafie nel mondo e di come migliorare e rendere più efficace la Convenzione di Palermo, il primo strumento legislativo universale contro la criminalità organizzata transnazionale ratificato nel 2000 e fortemente voluta dal magistrato ucciso dalla mafia il 23 maggio del 1992 a Capaci.
Nella risoluzione si rende un “omaggio speciale al giudice Giovanni Falcone, il cui lavoro e sacrificio ha aperto la strada all’adozione della Convenzione” e si afferma “che la sua eredità sopravvive attraverso l’ impegno globale per la prevenzione e la lotta alla criminalità organizzata”. E’ la prima volta che in una risoluzione internazionale si fa riferimento al contributo di una singola personalità.
La delegazione italiana era costituita dal Ministro della Giustizia Alfonso Bonafede, dall’ambasciatore italiano Alessandro Cortese, dal consigliere giuridico Antonio Balsamo, e dal primo segretario Luigi Ripamonti.
“Giovanni Falcone credeva fermamente nella necessità di creare un fronte comune, una mobilitazione mondiale contro le mafie – dice Maria Falcone, sorella del giudice ucciso a Capaci e presidente della Fondazione che del magistrato porta il nome. Al centro della sua visione c’è sempre stata la necessità di investire sulla cooperazione internazionale nel contrasto al crimine organizzato. Nella risoluzione approvata a Vienna, frutto del prezioso lavoro del nostro Paese, sono recepite molte delle sue idee: dalla necessità di colpire i patrimoni illegali e di seguire i flussi di denaro, al potenziamento della cooperazione giudiziaria internazionale, alla costituzione di pool investigativi comuni a più Stati che potrebbero essere decisivi nella lotta alle organizzazioni transnazionali di trafficanti di uomini. Quello raggiunto alla Conferenza delle Parti è un traguardo di cui essere orgogliosi”.
Tra i “suggerimenti” indicati nel documento italiano agli Stati: l’adozione delle misure patrimoniali – sequestri e confische – che dal 1982 in Italia si rivelano uno strumento utilissimo nella lotta ai clan, l’uso sociale dei beni tolti alle mafie, l’invito alla costituzione di corpi investigativi comuni che facciano uso delle più moderne tecnologie, l’estensione della Convenzione di Palermo a nuove forme di criminalità come il cybercrime e i reati ambientali ancora non disciplinati da normative universali e il potenziamento della collaborazione tra gli Stati, le banche e gli internet providers per il contrasto alla criminalità transnazionale.
La Convenzione di Palermo, che il 15 novembre compirà 20 anni, è l’unico strumento legalmente vincolante a livello mondiale contro la criminalità organizzata transnazionale. La ratifica da parte di 190 Paesi segnò un traguardo importantissimo nella lotta alle mafie e l’avverarsi del sogno di Giovanni Falcone che dagli anni 80 aveva compreso il rischio che la criminalità organizzata diventasse un problema globale l’importanza di un impegno corale degli Stati.
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Confindustria, Bonomi “dobbiamo ricostruire il Paese ma non c’è fiducia”

By RadioItaliaAnni60tv on 17 Ottobre 2020 in TOP NEWS

ROMA (ITALPRESS) – “Dobbiamo ricostruire il Paese. Abbiamo elaborato proposte che ci sono state richieste, siamo ancora in attesa di sapere cosa ne pensa il Governo. Dobbiamo fare quello che hanno fatto i nostri padri che usciti dalla Guerra hanno ricostruito un Paese meraviglioso, ma per farlo dobbiamo ricreare la fiducia dal basso”. Lo ha dichiarato Carlo Bonomi, Presidente Confindustria, durante il 35° Convegno dei Giovani di Confindustria.
“Questo Paese deve avere coraggio di sedersi a un tavolo e condividere la cose che non funzionano. Giusto reddito di cittadinanza, ma le politiche del lavoro non si fanno con questa misura. Se non funziona si trova un’altra strada; non vogliamo farne una questione politica – ha proseguito il presidente di Confindustria -. Anche sul blocco dei licenziamenti capisco che il Governo è in difficoltà, ma dobbiamo uscirne. Guai a lasciare le persone senza reddito, ma mentre siamo in emergenza guardiamo al futuro. Giusto fare interventi emergenziali, ma la propensione al risparmio è aumentata, segno evidente che non c’è fiducia nel Paese”, ha concluso Bonomi.
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Nel Gp di Aragon pole di Quartararo su Vinales

By RadioItaliaAnni60tv on 17 Ottobre 2020 in TOP NEWS

ALCANIZ (SPAGNA) (ITALPRESS) – Fabio Quartararo ottiene la pole position nelle qualifiche del Gran Premio di Aragon, decima prova del Mondiale di MotoGP. Il leader della classifica generale fa registrare il miglior tempo con il crono di 1’47”076, di 46 millesimi davanti a Maverick Vinales. In prima fila anche Cal Crutchlow, quarto, invece, Franco Morbidelli.
“E’ stato difficile perchè dopo la caduta di questa mattina ero preoccupato. Mi faceva tanto male la gamba, anche per il freddo non sentivo molto le dita. Stamattina mi sono svegliato con un pò di dolore alla gamba destra, poi ho riequilibrato con la sinistra” le parole di Fabio Quartararo dopo la pole position. “Ci sono alcune cose da vedere – ha proseguito il leader del Mondiale – ma sono in generale contento perchè abbiamo dimostrato di poter star davanti”.
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Santelli, sindaci con fascia tricolore per l’ultimo saluto

By RadioItaliaAnni60tv on 17 Ottobre 2020 in TOP NEWS

CATANZARO (ITALPRESS) – Cerimonia per l’ultimo saluto al Presidente della Regione Calabria, Jole Santelli, scomparsa nella sua abitazione di Cosenza nella notte tra mercoledì e giovedì per un malore. Il suo feretro è stato accolto a Catanzaro per la benedizione del presidente della Cec e arcivescovo di Catanzaro-Squillace, monsignor, Vincenzo Bertolone.
La camera ardente è stata allestita nella piazza d’accesso alla cittadella regionale a Catanzaro, al cui ingresso è presente il picchetto d’onore in alta uniforme dell’Arma dei carabinieri, oltre ai Gonfaloni del Consiglio regionale, delle cinque Province della Calabria, della Città metropolitana di Reggio Calabria e della Regione Campania. Il servizio d’ordine è garantito dalla Protezione civile regionale e dalla Croce rossa.
Accanto al feretro, insieme ai familiari di Jole Santelli, il presidente del Consiglio regionale, Domenico Tallini, e l’assessore all’Ambiente Sergio De Caprio. A comporre il primo picchetto istituzionale sono stati i consiglieri regionali Baldo Esposito, Filippo Pietropaolo e Pietro Raso. Il secondo picchetto era composto, invece, dagli esponenti del Partito Democratico: Carlo Guccione, Libero Notarangelo, Nicola Irto e Luigi Tassone.
“Quello che è successo ci fa capire che non bisogna mai sottovalutare la forza della speranza e dell’amore”, ha detto l’assessore De Caprio. “Non è andato via niente, si è radicata nel cuore della gente semplice la consapevolezza che siamo un grande popolo, una grande terra. I calabresi sapranno strappare il diritto alla dignità perchè sanno soffrire”.
A rendere omaggio al feretro della governatrice – accolta dalle note de “Il silenzio – tra le numerose presenze, anche quelle degli ex presidenti della Regione Calabria, Guido Rhodio e Donato Veraldi, e dell’uscente Mario Oliverio. Per volontà della stessa Santelli, la salma sarà cremata e l’urna riposerà nella cappella di famiglia a Malvito, nel Cosentino.
“Jole è entrata nel palazzo e da dentro ha sfondato le porte consentendo a tutti i calabresi di entrarvi. Il suo linguaggio politico resterà vivo per sempre, caratterizzato dalle regole della lealtà e dell’autorevolezza, mai refrattario, ma accogliente. Una luce nel patrimonio politico di questa terra, capace di spezzare i lunghi silenzi istituzionali attraverso i colori del suo progetto”, ha detto il vicepresidente della giunta regionale della Calabria, Nino Spirlì, in occasione della cerimonia per l’ultimo saluto alla governatrice Santelli. “Quella da lei voluta è stata la prima giunta in Italia che ha dato spazio all’omosessualità maschile e femminile senza bisogno di ostentarlo”, ha aggiunto Spirlì ringraziandola “per il suo coraggio e per il suo sorriso”.
Nello spazio allestito nella piazza della cittadella regionale a Catanzaro, dove è stata ospitata la camera ardente, hanno sfilato anche i sindaci calabresi, con la fascia tricolore.
A prendere la parola è stato il primo cittadino della città Capoluogo, Sergio Abramo, il quale ha rimarcato che Jole Santelli “rimarrà un simbolo di coraggio ineguagliabile e le lacrime versate anche da chi non l’aveva mai conosciuta sono la testimonianza del patrimonio di amore e di stima che era riuscita a costruire attorno a se”.
E’ intervenuto anche il presidente del Consiglio regionale, Domenico Tallini, che ha affermato: “La sua più grande opera è stata quella di riuscire ad unire tutto il popolo calabrese cancellando in un colpo anni di divisioni e conflitti. Un messaggio di amore smisurato per la nostra terra che deve orientare le nostre azioni. Per il rispetto straordinario che aveva verso le istituzioni, voleva tutti i consiglieri regionali al suo fianco. La Calabria, terra di colori, oggi può guardare con speranza al futuro”.
Il presidente della CEC e arcivescovo della diocesi di Catanzaro-Squillace, monsignor Vincenzo Bertolone, prima della benedizione della salma, nella sua omelia ha richiamato un passaggio del Vangelo sulla resurrezione di Lazzaro: “Jole Santelli è stata strappata precocemente da una malattia che non perdona. Davanti alla sua morte inaspettata ci sentiamo ancora più uniti dal senso di fraternità e sorellanza. Dinanzi ad un feretro siamo chiamati tutti al silenzio, alla preghiera. La Calabria oggi è commossa e piange la scomparsa di chi ha anteposto alla sua salute il senso di responsabilità e il bene dei calabresi. La nostra regione trovi ora la forza di unirsi per opporre un argine a chi, ancora una volta, vorrebbe farne terra di facili conquiste e divisioni”. Tra le tante presenze istituzionali, anche quella del presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, che nell’abbracciare i familiari della Santelli, ha detto: “non l’ho mai percepita come un avversario politico, ma come un’alleata. E il Sud va governato così”.
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