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MALTEMPO: FRANA NEL BOLOGNESE, FAMIGLIE EVACUATE

By RadioItaliaAnni60tv on 6 Maggio 2019 in NOTIZIE DALLA REDAZIONE

Una decina di famiglie sono state evacuate ieri pomeriggio a Pianoro Vecchio, nel Bolognese, per uno smottamento provocato probabilmente dalla pioggia che da questa mattina interessa l’Emilia. A cedere sarebbe stato un contrafforte in cemento che sostiene alcuni edifici con diversi appartamenti. Non risultano feriti, ma molte persone hanno raccontato di essersi spaventate per il boato causato dal crollo. Vigili del Fuoco Carabinieri e Polizia locale hanno provveduto allo sgombero immediato dello stabile, per il pericolo di ulteriori cedimenti. Nel Bolognese, sono stati decine gli interventi dei pompieri e delle forze dell’ordine per problemi legati al maltempo, soprattutto rami e alberi spezzati dal vento e tratti stradali allagati. Nel dettaglio, dalla tarda mattinata fino alle 19, spiegano i Vigili del Fuoco di Bologna, sono stati oltre 90 gli interventi effettuati in gran parte legati ad alberi pericolanti o a caduta di alberi e rami con ostruzione della sede stradale e danni a parti di costruzioni come tegole e camini legati al forte vento. A causa della pioggia caduta sono stati numerosi gli interventi per danni d’acqua con allagamenti localizzati. Una decina anche gli interventi per incidenti stradali, incendi e apertura di porte. Sono 25 le squadre di Vigili del Fuoco impegnate, al momento, con oltre 120 vigili del fuoco dalle 17 sedi centrale e distaccate del Comando Provinciale di Bologna. Un’ulteriore squadra è stata inviata in supporto al Comando Provinciale di Modena.

ECONOMIA, UNIONCAMERE: CONTINUANO A CALARE LE AZIENDE “ROSA”

By RadioItaliaAnni60tv on 3 Maggio 2019 in NOTIZIE DALLA REDAZIONE

Nuova lieve flessione delle imprese femminili in Emilia-Romagna. A fine marzo erano 84.376, con un calo dello 0,1% rispetto a un anno prima. Crescono le attività nei servizi, nonostante l’eccezione del sensibile calo del commercio al dettaglio, grazie ai servizi alla persona, alle attivita’ immobiliari, ai servizi alle imprese, alle attivita’ di direzione aziendale e di consulenza gestionale e alloggio e ristorazione. Prosegue l’ampia contrazione in agricoltura. Secondo i dati del registro delle imprese elaborati da Unioncamere Emilia-Romagna, le imprese attive femminili erano il 21,1% del totale di quelle regionali. Dallo studio emerge che in regione le imprese rosa “tengono” di piu’ perche’ peggio va per le imprese non femminili che accusano una flessione ancora piu’ ampia. La lieve diminuzione della consistenza deriva dalla composizione di tendenze ampiamente divergenti. Da un lato, quella positiva appunto dell’insieme dei servizi, e marginalmente delle costruzioni, dall’altro quella negativa derivante dalla riduzione della base imprenditoriale nel commercio e nell’agricoltura, mentre la consistenza delle imprese flette leggermente nell’industria. Anche tra le imprese femminili le societa’ di capitale continuano a aumentare notevolmente. Questa ha contribuito alla sensibile riduzione delle societa’ di persone, alla quale si e’ affiancata una piu’ lenta, ma piu’ ampia flessione delle ditte individuali. Le cooperative e i consorzi fanno registrare anch’esse una sensibile contrazione.

BOLOGNA, UNIVERSITA’: 2018 POSITIVO, AUMENTANO DOCENTI

By RadioItaliaAnni60tv on 2 Maggio 2019 in NOTIZIE DALLA REDAZIONE

Con un avanzo di 6,1 milioni di euro, e un netto aumento dei proventi da ricerca competitiva, in crescita del 58%, si è chiuso in crescita il 2018 dell’Università di Bologna. Aumentano anche le spese per il sostegno agli studenti (+15%) e per il diritto allo studio (+6%). L’Ateneo ha dato il via libera, inoltre, ad un piano di programmazione del personale che prevede la partenza di 276 procedure concorsuali per docenti ordinari e associati e per ricercatori a tempo determinato. Rispetto al 2017 il corpo docente è cresciuto di 23 unità e il personale tecnico-amministrativo di 21. Positivo – dice l’amministrazione – è il bilancio dell’attività di ricerca dell’Ateneo, in particolare rispetto ai proventi da ricerca competitiva che passano in un anno da 32,6 a 51,5 milioni di euro. Grande merito, ammette il Rettore Francesco Ubertini, va alla capacità dei ricercatori di attrarre fondi europei, a conferma della crescente centralità dell’Alma Mater a livello internazionale. L’aumento del personale, pure docente (non avveniva da 10 anni, ammette il Magnifico), è invece realizzato grazie al Fondo di Finanziamento Ordinario 2018 che ha premiato l’Unibo. Per quanto riguarda infine il sistema di tassazione introdotto nel 2017 che aveva portato a una manovra correttiva di bilancio, Ubertini rassicura che il calo previsto c’è, ma si chiude comunque in positivo.

RADIAZIONE VENTURI, ANM: NOSTRA AZIONE INDIPENDENTE E NON RITORSIVA

By RadioItaliaAnni60tv on 17 Aprile 2019 in NOTIZIE DALLA REDAZIONE

Nella battaglia di nervi che vede in campo Regione Emilia-Romagna, Ordine dei medici di Bologna e Procura felsinea, l’ultimo ingresso sul terreno di gioco è quello dell’Anm: e c’era francamente da aspettarselo, dopo la decisione del presidente dell’ordine Pizza di denunciare il procuratore capo e il Pm che sotto le due torri hanno in mano il fascicolo sulla radiazione di Venturi. E’ bene però specificare il punto di partenza, perchè si è passati ormai dalla diatriba sulla presenza o meno dei medici a bordo delle ambulanze a un braccio di ferro che vede ogni giorno un attore nuovo prendere parte alla mischia. L’associazione nazionale magistrati si schiera a difesa dei colleghi denunciati dall’ordine dei dottori alla procura di Ancona (competente per Bologna), perchè sospettati di essere andati oltre le loro funzioni nel momento in cui hanno indagato per abuso di ufficio i 9 componenti del direttivo che decise l’espulsione dell’assessore regionale alla sanità. Non c’è nessun intento ritorsivo da parte dei magistrati, sostiene l’Anm, contrariamente a quanto paventato da Pizza; associazione che però mette nel mirino anche alcune ricostruzioni di stampa che, appunto, parlano di scontro istituzionale: è una prospettiva inaccettabile, si dice nella nota. Sul punto tecnico, cioè il fatto – sostenuto dall’ordine dei medici – che i pm dovessero aspettare la fine dell’iter disciplinare e quindi un eventuale appello, i magistrati specificano che la loro azione è indipendente da qualsiasi altro organo.

RIFIUTI: 3 TONNELLATE DI PLASTICA RACCOLTA NEL DELTA DEL PO

By RadioItaliaAnni60tv on 16 Aprile 2019 in NOTIZIE DALLA REDAZIONE

Plastica in mare sì, ma pure nei fiumi non si scherza. E a provarlo sono i risultati di una campagna di Legambiente lungo il grande fiume: l’iniziativa si chiama “Fishing for litter”, letteralmente pesca di rifiuti, che ha convinto tanti pescatori e aziende a mettersi a disposizione nella raccolta di plastica lungo il Po durante l’attività di pesca. Per sei mesi, insieme a volontari, hanno raccolto e smaltito i rifiuti tirati su con le reti lungo il Delta. Il risultato e’ di oltre 3,3 tonnellate di rifiuti recuperati dai fondali, di cui il 97% fatto proprio di plastica. Nel dettaglio, il 5% dei rifiuti recuperati e’ costituito da materiale per il packaging, il 5% da shopper e buste di plastica, il 3% da materiali ‘food and drink’ e il 4% da altro. Il restante 83% riguarda invece le attivita’ di pesca e acquacoltura, un dato che “fa emergere il grave problema delle calze per l’allevamento dei mitili- avverte Legambiente- che sono l’80% del totale dei rifiuti raccolti”. E vista anche la direttiva europea che mettera’ al bando la plastica usa e getta a partire dal 2021, Legambiente chiede a Regione Emilia-Romagna ed enti locali un “impegno urgente” per combattere la dispersione della plastica in mare. L’associazione propone poi di azzerare la plastica usa e getta nelle mense pubbliche, grazie all’unificazione delle norme per tutte le Ausl dell’Emilia-Romagna, per semplificare l’abbandono dell’usa e getta nella ristorazione; e all’individuazione di incentivi fiscali per favorire il materiale riciclabile.

FARMACI: L’AIFA RITIRA DAL COMMERCIO DUE ANTIBIOTICI

By RadioItaliaAnni60tv on 15 Aprile 2019 in NOTIZIE DALLA REDAZIONE

Allerta dell’Agenzia Italiana del farmaco (Aifa) su alcuni antibiotici di uso comune per il rischio di gravi effetti collaterali “invalidanti, di lunga durata e potenzialmente permanenti”. Si tratta di medicinali che contengono fluorochinoloni e chinoloni, che verranno ritirati dal commercio. L’Agenzia ha diffuso una nota con delle indicazioni rivolte ai medici. “Sono state segnalate con gli antibiotici chinolonici e fluorochinolonici – si legge nell’allerta pubblicata sul sito dell’Aifa – reazioni avverse invalidanti, di lunga durata e potenzialmente permanenti, principalmente a carico del sistema muscoloscheletrico e del sistema nervoso. Di conseguenza, sono stati rivalutati i benefici ed i rischi di tutti gli antibiotici chinolonici e fluorochinolonici e le loro indicazioni nei paesi dell’UE. I medicinali contenenti cinoxacina, flumechina, acido nalidixico e acido pipemidico verranno ritirati dal commercio”. Ai medici viene indicato di non prescrivere tali medicinali in casi quali il trattamento di infezioni non gravi o per infezioni non batteriche. Prudenza nella prescrizione è raccomandata per i pazienti anziani o con compromissione renale o sottoposti a trapianto d’organo. Il medico deve inoltre informare il paziente di “interrompere il trattamento ai primi segni di reazione avversa grave quale tendinite e rottura del tendine, dolore muscolare, neuropatia” e di consultare il proprio medico per ulteriori consigli. L’EMA (Agenzia europea del farmaco), si legge ancora nell’allerta dell’Aifa, “ha riesaminato nei mesi scorsi gli antibiotici chinolonici e fluorochinolonici per uso sistemico ed inalatorio per valutare il rischio di reazioni avverse gravi e persistenti (che durano mesi o anni), invalidanti e potenzialmente permanenti, principalmente a carico del sistema muscoloscheletrico e del sistema nervoso. Le reazioni avverse gravi a carico del sistema muscoloscheletrico includono tendinite, rottura del tendine, mialgia, debolezza muscolare, artralgia, gonfiore articolare e disturbi della deambulazione. Gli effetti gravi a carico del sistema nervoso periferico e centrale includono neuropatia periferica, insonnia, depressione, affaticamento e disturbi della memoria, oltre che compromissione della vista, dell’udito, dell’olfatto e del gusto. Sono stati segnalati soltanto pochi casi di queste reazioni avverse invalidanti e potenzialmente permanenti, ma è verosimile una sotto-segnalazione. A causa della gravità di tali reazioni in soggetti fino ad allora sani, la decisione di prescrivere chinoloni e fluorochinoloni dev’essere presa dopo un’attenta valutazione dei benefici e dei rischi in ogni singolo caso”.

ECONOMIA: IN E-R RALLENTA LA RIPRESA, SI ABBASSANO STIME DI CRESCITA

By RadioItaliaAnni60tv on 12 Aprile 2019 in NOTIZIE DALLA REDAZIONE

Due diversi rapporti sulla congiuntura economica della nostra regione, che hanno identica conclusione ma ne danno spiegazioni diverse; o meglio, da punti di vista differenti. La crescita del Pil nel 2019 in Emilia-Romagna sarà di un misero 0,3%, dice Prometeia, abbassando le stime degli industriali divulgate qualche giorno fa; è un trend assolutamente atteso, perchè l’apice della crescita è stato raggiunto nel 2017 e dunque si spiega così il rallentamento, fa eco all’istituto bolognese una ricerca di Cerved, attività specializzata in banche dati e studi di settore per le imprese. In sostanza, secondo Prometeia la nostra regione resta da podio per crescita ma domanda interna e produzione frenano, mentre le imprese tradiscono un certo pessimismo: questo a causa dell’inversione di tendenza degli investimenti, “a fronte di una tenuta dei consumi e della crescita delle esportazioni”. Secondo Cerved i segnali di rallentamento erano arrivati già nel 2018, anno che ha visto ad esempio aumentare il numero di imprese in ritardo coi pagamenti dopo che durante l’anno precedente si erano registrati numeri record in termini di fatturato e margini aziendali. Tornando ai dati congiunturali, la ripresa resta diffusa in tutti i settori, ma rallenta sensibilmente nell’industria e meno nei servizi, mentre resta abbastanza sostenuta nelle costruzioni. Nel mercato del lavoro, termina la discesa del tasso di disoccupazione (fermo al 5,9%).

BOLOGNA, POLIZIA: CALANO I REATI

By RadioItaliaAnni60tv on 11 Aprile 2019 in NOTIZIE DALLA REDAZIONE

Nell’ultimo anno a Bologna sono calati furti e rapine, ma sono anche aumentate, e non di poco, le violenze sessuali. I numeri in ogni caso parlano chiaro: negli ultimi 12 mesi, ma il trendo dura da oltre un decennio, c’e’ stato un calo del 13% dei reati, da 35.038 a 30.637. Questo il dato principale che emerge dai numeri diffusi dalla Polizia in occasione del 167esimo anniversario della fondazione del corpo. Nel dettaglio, dall’1 aprile del 2018 all’1 aprile di quest’anno sono state registrate 94 violenze sessuali, con un aumento del 42% rispetto alle 66 dell’annualità precedente. In calo, invece, quasi tutte le altre tipologie di reati, a cominciare dai furti e dalle rapine. In particolare, si registra un calo delle rapine in strada; sostanzialmente invariato, invece, il dato dei furti in abitazione, comunque scesi. Sul fronte delle rapine, quelle in banca sono passate da tre a due, scese anche quelle in abitazione. In diminuzione anche i casi di lesioni dolose e di percosse, mentre si registra un lieve incremento dei crimini informatici. In linea con i dati del Comune di Bologna anche quelli della provincia: pure qui l’aumento interessa le violenze sessuali e i crimini informatici, mentre calano le altre voci. Per quanto riguarda l’attivita’ di Polizia giudiziaria, nell’ultimo anno si registrano 4.401 denunce a piede libero e 1.137 arresti; 261 sono stati i fogli di via obbligatori, 82 i daspo che ora il Ministro Salvini vuole portare a esempio in altre piazze italiane. Lotta gli stupefacenti infine: la polizia, nel periodo preso in esame, ha sequestrato oltre 145 chili di droga, marjiuana in testa, seguita da hashish, eroina e cocaina.

A BOLOGNA UN RESIDENTE SU SEI E’ STRANIERO

By RadioItaliaAnni60tv on 10 Aprile 2019 in NOTIZIE DALLA REDAZIONE

Sotto le due torri, un cittadino su sei è straniero. A fine 2018 erano 60.400 i residenti non italiani a Bologna, un dato in linea con l’anno precedente.

Così come si confermano i trend del passato: gli stranieri sono più giovani (meno di 35 anni di età media contro quasi 47), in prevalenza donne e provengono soprattutto dall’Europa. Inoltre, il saldo migratorio è negativo e la lieve crescita dei residenti non italiani si deve ai nati in città, dove ormai oltre un nuovo nato su 4 è straniero o ha almeno un genitore non italiano. A elaborare i dati è l’Ufficio Statistica del Comune.

La top ten delle nazionalità più rappresentate vede in testa la Romania, davanti a Filippine, Bangladesh, Pakistan, Cina, Ucraina, Marocco, Moldavia, Albania e Sri Lanka. In totale sono 150 le nazioni rappresentate. Le donne superano di poco gli uomini, anche se si riscontrano notevoli differenze: chi proviene dall’Europa, dall’estremo oriente o dall’America Latina è in prevalenza del gentil sesso, mentre i maschi sono decisamente più numerosi tra i cittadini del Medio Oriente, del sub-continente indiano e dell’Africa. Il primato della multietnicità va al quartiere Bolognina dove vivono circa 9mila stranieri, 26 ogni 100 abitanti.

Segue San Donato, poi Santa Viola. La maggior parte degli stranieri che arrivano sotto le due torri è in età attiva e viene per ragioni di lavoro, ricostituendo poi il nucleo familiare di cui spesso fanno parte anche i minori. Riguardo alle seconde generazioni, quasi la totalità degli stranieri di età inferiore a 3 anni è residente dalla nascita.

Tra i 6 e i 14 anni quelli che hanno vissuto almeno metà della loro esistenza in città sono quasi 7 su 10.

CESENA: LITIGA E UCCIDE IL NUOVO COMPAGNO DELLA EX

By RadioItaliaAnni60tv on 9 Aprile 2019 in NOTIZIE DALLA REDAZIONE

Una lite in strada con il nuovo compagno della ex, degenerata in un assassinio. E’ questa l’ipotesi dei carabinieri che la scorsa notte a San Mauro Mare, in provincia di Forlì-Cesena, hanno arrestato per omicidio preterintenzionale Marco Guerrini, agente di commercio di 44 anni, accusato di aver provocato la morte di Antonio Rinelli, ex autotrasportatore attualmente disoccupato. L’indagato si trova ricoverato all’ospedale ‘Bufalini’ di Cesena per le lesioni subite nella colluttazione: ha varie fratture e sarà sottoposto a ulteriori accertamenti per le ferite riportate, ma non è in pericolo di vita. E’ piantonato dai militari in attesa di essere interrogato per chiarire i fatti. Secondo quanto ricostruito sin qui Rinelli, 46 anni, originario di Venosa (Potenza) ma domiciliato nel Ravennate, a Punta Marina, intorno a mezzanotte è arrivato in via Orsa Maggiore, a pochi passi dal lungomare, dove vive la sua ex fidanzata, un’italiana di 41 anni. La relazione era finita da un paio di mesi ma, a quanto pare, lui non lo accettava. Ha suonato alla porta e ha iniziato a discutere con il nuovo compagno della donna, anche lui residente in provincia di Ravenna. Dalle parole i due sono passati alle mani e si sono affrontati in strada davanti a lei, uno scontro a mani nude, calci e pugni, senza esclusione di colpi. La donna ha chiamato i soccorsi, ma l’intervento del 118 è stato inutile, nonostante i tentativi di rianimare Rinelli. A un certo punto è caduto a terra e non si è più rialzato. Sembra che abbia sbattuto anche contro una staccionata e che in terra ci fossero diversi oggetti. Sarà l’autopsia a stabilire cosa ne abbia provocato la morte: se sia stato ucciso dalla durezza delle percosse subite, se abbia picchiato la testa contro qualcosa di contundente o appuntito, oppure se durante la colluttazione sia stato colpito da un malore. La salma è a disposizione della Procura di Forlì, in attesa, appunto, dell’accertamento medico legale. Saranno esaminate anche le tracce di sangue trovate su un muro. Gli investigatori, i carabinieri della Compagnia di Cesenatico stanno anche approfondendo il contesto in cui il delitto è maturato. Non risultano per ora denunce della donna per molestie o comportamenti persecutori da parte di Rinelli, anche se chi la conosceva sembra ventilare un quadro diverso. La 41enne, unica testimone del delitto, è stata sentita e gli inquirenti dovranno ascoltare anche la versione dell’indagato, difeso dall’avvocato Marco Gramiacci.