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RIFIUTI: E-R PRIMA IN ITALIA PER RACCOLTA DI CARTA E CARTONE

By RadioItaliaAnni60tv on 10 Luglio 2019 in NOTIZIE DALLA REDAZIONE

L’Emilia-Romagna svetta nel rapporto nazionale sulla raccolta di carta e cartone diffuso dal consorzio Comieco che monitorizza lo smaltimento di questo tipo di rifiuto. Se nella classifica italiana il Sud migliora, il Nord si conferma capofila e il Centro rimane stabile, a livello pro capite la nostra e’ stata la regione piu’ brillante con oltre 90 chili per abitante di cartae cartone, seguita dal Trentino-Alto Adige e dalla Valle d’Aosta. Mezzo milione di tonnellate, è quanto raccolto nell’ultimo anno in fatto di carta e cartone, in una regione – sottolinea il Comieco – terra del packaging e degli imballaggi a livello mondiale. Nella sola Bologna, viene poi specificato, la raccolta differenziata per questo tipo di rifiuto ha superato la soglia del 50% quest’anno e vede nel mirino l’obiettivo del 70% entro la fine del 2020, stabilito dalla legge regionale: rivoluzionario in questo senso, l’introduzione della cosiddetta carta smeraldo (per aprire la calotta) nel centro storico e la conseguente progressiva eliminazione dell’indifferenziato porta a porta. Rimangono poi validi i risultati sulla raccolta differenziata regionale, presentati di recente: l’Emilia-Romagna nel 2018 ha segnato il 68% di raccolta e in 128 Comuni, il 39% dei 329 totali, si e’ gia’ superato con due anni di anticipo l’obiettivo del 73% fissato dal piano regionale dei rifiuti al 2020. Un risultato a portata di mano, visto che solo nell’ultimo anno la separazione dei rifiuti ha compiuto un netto balzo in avanti di 3,7% rispetto al 2017.

SCUOLA, DISTURBI DELL’APPRENDIMENTO: CRESCONO SEGNALAZIONI

By RadioItaliaAnni60tv on 9 Luglio 2019 in NOTIZIE DALLA REDAZIONE

Non accenna a fermarsi l’aumento degli alunni affetti da Dsa nelle scuole dell’Emilia-Romagna, tecnicamente disturbo specifico dell’apprendimento. Una crescita definita “impetuosa” dallo stesso Ufficio scolastico regionale. Nel 2018-2019 sono state 29.812 le segnalazioni, ovvero quasi il 5% degli alunni iscritti alle scuole di ogni ordine e grado in Emilia-Romagna, un aumento di quasi un punto percentuale rispetto all’anno precedente. A livello provinciale, si va dal picco di Modena (6,4% del totale) al minimo di Piacenza (3,7%). La crescita però si nota ancora di piu’ andando a guardare i dati della prima rilevazione, nell’anno scolastico 2012-2013, quando i casi di Dsa furono 10.526, quasi un terzo degli attuali. Nello stesso periodo, il numero di studenti disabili e’ salito del 36%, mentre la popolazione scolastica complessiva dell’Emilia-Romagna e’ aumentata appena del 2,1%. A livello nazionale, gli alunni con Dsa sono il 3,2% del totale, un dato dunque nettamente inferiore a quello emiliano-romagnolo, che secondo l’Usr e’ dovuto in particolare al “ritardo con cui il sistema diagnostico dei Dsa va sviluppandosi in alcune regioni. La quota piu’ consistente di studenti segnalati in Emilia-Romagna e’ alle superiori, che e’ anche il grado di scuola con l’aumento maggiore negli ultimi sei anni: spiccano gli istituti professionali, il 61% degli studenti affetti è di sesso maschile e per la maggior parte di nazionalità italiana.

INCIDENTI STRADALI, OSSERVATORIO REGIONALE: CRESCIUTI QUELLI MORTALI

By RadioItaliaAnni60tv on 8 Luglio 2019 in NOTIZIE DALLA REDAZIONE

Nei primi sei mesi del 2019 sono 141 le persone morte in incidenti stradali, 13 in più rispetto a quelle dello stesso periodo del 2018. Nel territorio di Bologna, fino a giugno, sono state 31 (erano 32 lo scorso anno), di cui 13 automobilisti, 8 motociclisti, 4 pedoni, 3 ciclisti e 3 conducenti di mezzi pesanti. Sono alcuni dei dati provvisori relativi al primi semestre dell’anno diffusi dall’Osservatorio per l’educazione alla sicurezza stradale della Regione Emilia Romagna. Crescono, secondo le rilevazioni, i decessi tra gli autisti di autoarticolati che, a livello regionale, sono passati da 3 a 8. Da uno sguardo per province, sono in crescita le vittime della strada, oltre che a Bologna, anche a Modena (passate da 19 a 25), a Ravenna (da 12 a 20) e Forlì-Cesena (da 12 a 17). Variazioni piu’ contenute, invece, nelle altre province: gli incidenti mortali calano a Piacenza, a Reggio Emilia e a Ferrara (, mentre aumentano di poco a Parma e restano invariati a Rimini. Quattro, in particolare, i comportamenti scorretti nel mirino del presidente dell’Osservatorio: in primis, scrive Mauro Sorbi, “guidare sotto l’influenza di alcol e stupefacenti incrementa il rischio di incidente del 35,9%”. Sul punto, la novita’ e’ che “il fenomeno colpisce prevalentemente la fascia di eta’ over 40, mentre si e’ ridotto quello delle cosiddette stragi del sabato sera”. Tra gli altri comportamenti scorretti indicati da Sorbi c’e’ poi “il mancato rispetto della distanza di sicurezza”, che riguarda circa il 45% degli incidenti in autostrada. Altra causa o concausa di incidenti e’, “in oltre l’81% dei casi, la distrazione”. Infine, conclude il presidente dell’Osservatorio, “l’abitudinarieta’ del percorso porta ad un ‘distacco’ della attenzione alla guida e ad una falsa sicurezza psicologica”.

DOMANI AL VIA I SALDI IN EMILIA-ROMAGNA

By RadioItaliaAnni60tv on 5 Luglio 2019 in NOTIZIE DALLA REDAZIONE

Saldi estivi al via domani in Emilia-Romagna dove si stima che le famiglie, in media, spenderanno poco meno di 230 euro negli oltre 11mila punti vendita interessati. È la stima di Federmoda e Ascom in vista della nuova stagione di sconti. Il volume di acquisti è stimato intorno ai 3,5 miliardi di euro con uno sconto medio iniziale del 30%. La speranza delle associazioni è quella di rimpinguare le scarse vendite di primavera, letteralmente saltate anche a causa di un pessimo andamento climatico, che hanno creato una condizione di forte difficoltà per le imprese. In un’indagine infatti, Confcommercio ha rilevato che nel periodo marzo-giugno di quest’anno le vendite dei prodotti della collezione primavera-estate hanno accusato un calo rispetto allo stesso periodo del 2018. Cosi’ del resto riferisce il 79% degli intervistati, che dà la colpa proprio al meteo. La diminuzione e’ stata fino al 35% per oltre un terzo delle imprese. L’auspicio, visto il giugno più caldo di sempre, è il ritorno in massa all’acquisto: i saldi estivi si stima valgano il 12% dell’intero fatturato annuale. I consigli di Confesercenti al consumatore sono piu’ o meno sempre quelli: servirsi preferibilmente nei negozi di fiducia; verificare la presenza del cartellino che indica il vecchio prezzo, quello nuovo ed il valore percentuale dello sconto applicato; infine conservare sempre lo scontrino perche’ e’ possibile sostituire l’articolo difettoso.

ECONOMIA: L’EMILIA-ROMAGNA RALLENTA

By RadioItaliaAnni60tv on 4 Luglio 2019 in NOTIZIE DALLA REDAZIONE

La locomotiva Emilia-Romagna è in frenata. Dai dati dei primi tre mesi dell’anno emergono segnali di rallentamento per produzione, fatturato e ordini per l’industria manifatturiera regionale. Performance positive per i settori legno e mobile, ancora segno più per industrie meccaniche, elettriche e mezzi di trasporto, stop nell’industria alimentare, flessione per metallurgia e lavorazioni metalliche; rosso invece per la moda. Le esportazioni crescono ma con un ritmo più lento. È la fotografia scattata dall’indagine congiunturale sul primo trimestre 2019 sull’industria manifatturiera, realizzata in collaborazione tra Unioncamere Emilia-Romagna, Confindustria Emilia-Romagna e Intesa Sanpaolo. Dal dossier emerge un rallentamento della dinamica produttiva delle pmi (-0,7% rispetto a un anno fa) con una chiara inversione di tendenza rispetto ai tre mesi precedenti. Stessa tendenza per il valore delle vendite che si è ridotto dello 0,5% rispetto allo stesso periodo del 2018, mentre nel trimestre precedente era al +1,3%. Riguardo ai settori, la crescita della produzione più rapida si riscontra nella piccola industria del legno e del mobile che registra l’aumento del fatturato (+1,8%). Resta il segno positivo nelle industrie meccaniche, elettriche e dei mezzi di trasporto. L’industria alimentare si arresta: il fatturato non riesce a salire più dello 0,2%. Flette poi l’aggregato delle altre industrie manifatturiere, si riduce per la metallurgia e le lavorazioni metalliche, mentre è profondo il calo per il sistema moda che vive la peggiore condizione congiunturale tra i settori considerati, con un crollo della produzione (-5,8%) e del fatturato complessivo.

SMOG: CON IL CALDO E’ ALLARME OZONO

By RadioItaliaAnni60tv on 3 Luglio 2019 in NOTIZIE DALLA REDAZIONE

Non si parla di polveri sottili, tema che balza al centro delle cronache d’inverno, quando ci si occupa di smog e della cappa che tiene in ostaggio la pianura padana; chi pensa però che con l’estate l’inquinamento non esista, ha fatto male i conti: a tenere banco con le alte temperature di queste ultime settimane è un altro spauracchio, l’ozono. E’ Arpae a dirci che nella giornata di lunedì, ad esempio, sono stati 14 gli sforamenti di questo elemento: il limite massimo, fissato dalle norme europee, dovrebbe essere di 180 microgrammi per metro cubo. In 14 centraline si sono raggiunti o comunque sfiorati i 200: il record è alla stazione Parco Montecucco di Piacenza, con 203 microgrammi, e in quella di via Chiarini a Bologna, 208; fuorilegge altri due punti di rilevamento a Piacenza, e poi a Parma, Reggio Emilia, Modena, Bologna e Ferrara. Si salva solo la Romagna, per via di temperature più miti e della brezza marina. E proprio Arpae spiega che c’è una diretta correlazione tra il caldo e l’aumento dei livelli di ozono, che infatti non a caso fa segnare il picco tra le ore 13 e le ore 19, in contemporanea con le temperature più alte. Come difendersi? E’ valido il consiglio alle persone piu’ sensibili, agli anziani e ai bambini, di limitare l’esposizione evitando di svolgere compiti che comportino l’aumento dell’intensita’ respiratoria (come attivita’ sportive o comunque faticose), in particolare nelle ore di maggiore concentrazione di inquinanti, che sono appunto quelle comprese tra le 13 e le 19.

MERCATONE UNO: NIENTE TFR A DIPENDENTI BOLOGNA E IMOLA

By RadioItaliaAnni60tv on 2 Luglio 2019 in NOTIZIE DALLA REDAZIONE

L’Inps ha sbloccato il pagamento del Tfr per i dipendenti di Mercatone Uno: una boccata d’ossigeno per le finanze del personale dato anche il fatto che la cassa integrazione straordinaria viene erogata con tempi non brevi. La cattiva notizia è che questo non è avvenuto dappertutto. Da questo ‘aiuto’ restano per ora tagliati fuori i dipendenti Mercatone di Imola (dove c’e’ la sede storica dell’azienda) e di Bologna, in tutto poco meno di 200 lavoratori. La risposta dalle sedi locali dell’Istituto di previdenza è stata che, per ragioni tecniche, il Tfr verra’ loro liquidato tra settembre e ottobre. Rabbia, comprensibile, e i sindacati che stanno alzando la voce per capire come mai: a quanto pare, più di un dipendente ha bussato agli uffici dell’Inps e chiesto informazioni. A Imola viene raccontanto che c’è stato un dirottamento su Bologna, dove la risposta è che per tempi tecnici dovuti alla lavorazione delle pratiche e per ragioni organizzative interne il pagamento avverrebbe o sara’ effettivo tra settembre e ottobre. I sindacati ricordano che la cigs (la cassa integrazione straordinaria) e’ pagata a 60 giorni, quindi li Tfr e’ un aiuto fondamentale per dare ossigeno ai lavoratori. I confederali, assicurano, stanno predisponendo una lettera al direttore dell’Inps locale e una richiesta di incontro; una sollecitazione, precisano, che sarà rivolta anche all’indirizzo della politica e delle istituzioni.

SALUTE DELLE ACQUE, LEGAMBIENTE: IN RIVIERA TUTTO OK

By RadioItaliaAnni60tv on 1 Luglio 2019 in NOTIZIE DALLA REDAZIONE

Agenti inquinanti, come sta il mare Adriatico? L’acqua lungo le coste della Riviera Romagnola sta sostanzialmente bene. Sotto l’aspetto più tecnico, agenti nocivi entro i limiti di legge negli undici punti scelti il 13 giugno per il campionamento delle acque nella consueta campagna Goletta Verde di Legambiente. Un monitoraggio che però, specifica l’associazione ambientalista, dopo le intense piogge del mese di maggio che hanno causato numerose criticità depurative lungo tutta la costa, ha risentito dell’improvviso cambio di temperature e delle condizioni meteorologiche avvenuto a inizio giugno. Caso esemplare in questo senso quello della foce del fiume Marecchia, dove Arpae il 24 giugno ha segnalato una forte presenta di inquinamento: ora la situazione è tornata entro i parametri fissati dalle norme europee. Unione di Bruxelles che, ricorda Legambiente, ha già aperte 4 procedure di infrazione contro l’Italia, con un nuovo deferimento alla Corte di Giustizia avvenuto pochi mesi fa. Le cose però stanno migliorando, almento dalle nostre parti: ne è un esempio il fiume Marano, da 8 anni all’indice per il superamento dei limiti, che invece quest’anno si presenta nella norma. Un’attenzione particolare, visto il traguardo fissato dall’Ue al 2021, Legambiente ha voluto dedicarla alla plastica, di cui c’è forte dispersione in mare e nei fiumi: l’invito è prendere ad esempio il Comune di Rimini, che con un’ordinanza ha vietato cannucce e bicchieri di plastica in spiaggia.

STRAGE 2 AGOSTO, I PERITI: FORSE TROVATO L’INTERRUTTORE DELLA BOMBA

By RadioItaliaAnni60tv on 28 Giugno 2019 in NOTIZIE DALLA REDAZIONE

Fra le macerie ai Prati di Caprara, dove per anni sono rimasti i detriti della stazione di Bologna esplosa il 2 agosto 1980, potrebbe essere stato trovato l’interruttore della bomba che provocò 85 morti e 200 feriti. Emerge dalla perizia disposta dalla Corte di assise nel processo a Gilberto Cavallini e depositata dal geominerario esplosivista Danilo Coppe e dal tenente colonnello Adolfo Gregori, del Ris di Roma. Con una levetta simile a quelle usate nell’industria automobilistica, “la sua deformità fa ritenere l’interruttore molto vicino all’esplosione”. Dispositivo già noto nel mondo degli attentati in Italia, simile infatti ad altri interruttori come, ad esempio, quello destinato all’attentato a Tina Anselmi. Questo elemento fa poi trapelare un’altra ipotesi: cioè che il dispositivo potesse essere difettoso, tale quindi da poter far esplodere accidentalmente l’ordigno, i tecnici escludono comunque che la colpa possa essere stata del caldo estivo. Passaggio, quest’ultimo, della relazione dei periti che l’avvocato difensore di Cavallini giudica “estremamente significativo e innovativo”. Guardando ancora alla relazione, emerge che la bomba era costituita “essenzialmente da Tnt e T4 di sicura provenienza da scaricamento di ordigni bellici e da una quantità apprezzabile di cariche di lancio. Inoltre, viene scritto ancora, “non si può escludere completamente la presenza di una percentuale di gelatinato a base di nitroglicerina”. La perizia ipotizza che la quantità di esplosivo necessaria a creare il cratere, con carica a terra, dovrebbe essere stata di circa 10 kg, ma siccome secondo alcune ipotesi la carica era posta su un tavolino, può attestarsi attorno ai 15 kg.

REGGIO EMILIA: BIMBI TOLTI ALLE FAMIGLIE PER FINTI AFFIDAMENTI

By RadioItaliaAnni60tv on 27 Giugno 2019 in NOTIZIE DALLA REDAZIONE

Una vicenda orribile con accuse, se confermate, pesantissime. Bambini che per anni hanno subito il lavaggio del cervello perchè testimoniassero, in audizione davanti a medici e professionisti compiacenti, di violenze subite dai genitori, cosìcchè venissero da loro allontanati e affidati, dietro compenso, a famiglie che, a quanto pare, ben sapevano dell’intero meccanismo. Secondo i carabinieri, coordinati dalla procura di Reggio Emilia, tutto questo è avvenuto nella Val d’Enza: 18 le persone coinvolte tra politici, medici, assistenti sociali, liberi professionisti, psicologi e psicoterapeuti di una Onlus di Torino; tra loro c’è anche un sindaco, l’appena rieletto primo cittadino Pd di Bibbiano Andrea Carletti, finito ai domiciliari insieme ad altri 6; per altri 8 sono scattate misure interdittive e sospensioni dalle professioni. L’inchiesta denominata ‘Angeli e Demoni’ vede al centro la rete dei servizi sociali della Val D’Enza, gli accusati devono rispondere di aver redatto false relazioni per allontanare bambini dalle famiglie e collocarli in affido retribuito da amici e conoscenti. Secondo quanto ricostruito, i minori venivano allontanati dalle famiglie attraverso veri e propri lavaggi del cervello: in aiuto, all’occorrenza, si elaboravano false relazioni, disegni dei bambini artefatti con caratteristiche sessuali, terapeuti travestiti da personaggi “cattivi” delle fiabe messi in scena ai minori in rappresentazione dei genitori intenti a fargli del male; e infine, terribile a pensarsi, falsi ricordi di abusi sessuali ingenerati con gli elettrodi. Episodi che sarebbero durati lunghi anni nei quali i Servizi sociali omettevano di consegnare ai bambini lettere e regali dati dai genitori naturali che i carabinieri hanno rinvenuto e sequestrato in un magazzino dove erano accatastati. Tra gli affidatari dei minori anche titolari di sexy shop, persone con problematiche psichiche e con figli suicidi. Infine secondo il quadro accusatorio ci sarebbero stati due casi di abusi sessuali presso le famiglie affidatarie ed in comunità, dopo l’illegittimo allontanamento.