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BOLOGNA: FRODI SULLE PATATE, IN 4 A PROCESSO

BOLOGNA: FRODI SULLE PATATE, IN 4 A PROCESSO

By RadioItaliaAnni60tv on 31 Ottobre 2019 in NOTIZIE DALLA REDAZIONE

Quattro a processo per associazione a delinquere, reato escluso però per altri dieci imputati, alcuni rinvii a giudizio per frode in commercio, uno per favoreggiamento e due condanne in abbreviato. E’ questo il primo esito giudiziario dell’inchiesta della Procura di Bologna sulla commercializzazione di patate che aveva coinvolto 23 persone ipotizzando frodi ai della grande distribuzione, con l’immissione in commercio, tra 2013 e 2014, di prodotti con etichette che riportavano dati non veri e con false indicazioni sui luoghi di provenienza, coltivazione e qualità. Il Gup Gianluca Petragnani Gelosi ha rinviato a giudizio Giulio Romagnoli, titolare della Romagnoli Fratelli Spa, ex patron della Fortitudo Basket, e Antonio Covone, legale rappresentante dell’omonima impresa fornitrice, Claudio Gamberini, all’epoca responsabile nazionale acquisti ortofrutta di Conad e Roberto Chiesa, responsabile acquisti del Gruppo Romagnoli. A processo andranno anche cinque società. In abbreviato sono stati condannati a 10 mesi Grazia Romagnoli, per corruzione tra privati, ma è stata assolta dall’accusa di associazione a delinquere, e a un anno Michele Manenti, accusato di calunnia nei confronti di un forestale, parte civile assistito dall’avvocato Domenico Morace. Il giudice ha poi pronunciato proscioglimenti e assoluzioni per cui gli avvocati Nicola Santi, Luca Sirotti, Olmo Corrado Artale, Maddalena Rada, Simone Zambelli e Ettore Grenci esprimono “soddisfazione”. In particolare, ricordano “nei confronti di Grazia Romagnoli, la più grave delle imputazioni, quella di associazione per delinquere, non è stata ritenuta fondata e la stessa è stata conseguentemente assolta. Per quanto riguarda la inaspettata e inspiegabile, seppur modesta, condanna per l’ipotesi di corruzione fra privati, attendiamo le motivazioni della sentenza per proporre appello, che siamo fiduciosi dimostrerà l’inconsistenza anche di questa accusa. Accusa che riguarda, nella realtà dei fatti, un gesto di solidarietà nei confronti di un dipendente, avvenuto ormai sette anni fa, identico a numerosi altri compiuti nel medesimo periodo in favore di altri lavoratori”. Quanto alle decisioni dell’udienza preliminare “notiamo anzitutto – proseguono i legali – che è stata pronunciata sentenza di non luogo a procedere nei confronti della gran parte degli imputati e per buona parte delle imputazioni, a riprova della debolezza globale dell’originario impianto accusatorio. Sarà il dibattimento, che affronteremo con assoluta serenità, e che auspichiamo rapido a differenze delle indagini, la sede naturale per dimostrare l’infondatezza delle imputazioni residue. Auspichiamo che altrettanto celermente si svolga il processo in cui Giulio e Grazia Romagnoli e la Romagnoli F.lli s.pa. sono costituiti parte civile nei confronti di chi, secondo la Procura di Bologna, tenuto al segreto istruttorio, lo ha violato in una fase particolarmente delicata delle indagini”.