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BOLOGNA: INCHIESTA SU PAGINA FB “PADRONE DI M.”, PROCURA CHIEDE ARCHIVIAZIONE

BOLOGNA: INCHIESTA SU PAGINA FB “PADRONE DI M.”, PROCURA CHIEDE ARCHIVIAZIONE

By RadioItaliaAnni60tv on 18 Settembre 2019 in NOTIZIE DALLA REDAZIONE

Non si può procedere penalmente nei confronti dei gestori della pagina Facebook delle maschere bianche contro i presunti padroni sfruttatori di Bologna: non si riesce ad arrivare a una identificazione e occorrerebbe una rogatoria per chiedere informazioni al social network, ma non è possibile perché negli Stati Uniti il fatto in questione non è previsto come reato. Su queste basi la Procura bolognese, con il Pm Bruno Fedeli, ha chiesto l’archiviazione del fascicolo per diffamazione nato dalla denuncia di un barista della zona universitaria, finito nel mirino del gruppo Fb chiamato ‘Il padrone di merda’. Lo spazio social, riconducibile a esponenti di collettivi, raccoglie segnalazioni e pubblica immagini e video delle azioni contro i ‘padroni’, blitz che recentemente hanno trovato spazio anche sul Guardian. Intanto però l’avvocato Gabriele Bordoni, difensore del barista, si è opposto all’archiviazione, chiedendo di ipotizzare anche l’istigazione a delinquere. Il difensore fa notare tra l’altro come proprio su uno dei post pubblicati dal gruppo sia indicato un numero di cellulare a cui inviare segnalazioni e che dunque, per ovviare al problema della rogatoria, si potrebbe partire da lì per risalire all’intestatario e verificarne i contatti. Inoltre c’è anche un ex dipendente del locale che avrebbe fornito materiale al gruppo e anche questa persona potrebbe essere sentita. Nell’opposizione si sottolinea infine come alcuni messaggi sul gruppo sono sfociati in azioni violente e hanno richiesto l’intervento delle forze dell’ordine: di qui la necessità di procedere anche per istigazione a delinquere, reato per cui è possibile attivare una cooperazione giudiziaria internazionale. Ora il fascicolo, contro ignoti, è al vaglio di un Gip.