Categoria: NOTIZIE DALLA REDAZIONE

MAFIE, SENTENZA “GRIMILDE”: 41 CONDANNE, 20 ANNI A GIUSEPPE CARUSO

By RadioItaliaAnni60tv on 27 Ottobre 2020 in NOTIZIE DALLA REDAZIONE

Quarantuno condanne, la più alte a 20 anni per l’ex presidente del Consiglio comunale di Piacenza Giuseppe Caruso e per Salvatore Grande Aracri, figlio del boss Francesco e nipote di Nicolino.

Le ha pronunciate ieri sera, nell’aula bunker del carcere bolognese della Dozza, il gup Sandro Pecorella, concludendo in primo grado il processo in abbreviato sull’inchiesta di ‘Ndrangheta ‘Grimilde’, con al centro le infiltrazioni nel paese di Brescello, unico comune emiliano-romagnolo sciolto per mafia.

Per Caruso, ex FdI ed ex funzionario delle dogane, è stata disposta una provvisionale da un milione di euro per il Comune di Piacenza: il giudice lo ha considerato uomo di vertice della ‘ndrangheta, che avrebbe aiutato facendo ottenere fondi europei in ambito agricolo.Pene significative anche per Albino Caruso, 12 anni e 10 mesi, poi 11 anni per Domenico Spagnolo, Giuseppe Strangio, Claudio Bologna, Giuseppe Lazzarini, Pascal Varano e Francesco Muto.

Condannati anche altri imputati già finiti al centro dell’inchiesta ‘Aemilia’ sulle infiltrazioni della ‘ndrangheta in Emilia-Romagna. La corte ha riconosciuto l’intero impianto accusatorio dell’inchiesta. Salvi soltanto una manciata dei 47 imputati graziati dalla prescrizione dei reati contestati.

Il dato più significativo è il riconoscimento dell’associazione di stampo mafioso e la confisca di beni per milioni di euro, che ora finiranno nelle casse dello Stato. Secondo la Dda il clan era attivo nel giro delle estorsioni, dell’usura e del riciclaggio che metteva in pratica grazie ad una fitta rete di insospettabili prestanome.

Decisi infine i risarcimenti per le parti civili: 500mila euro alla presidenza del Consiglio dei ministri, 2,3 milioni al ministero dei Trasporti e poi provvisionali per la Regione Emilia-Romagna, per il Comune di Reggio Emilia e per quello di Brescello, per l’associazione Libera e per Cgil Cisl e Uil.

COVID-19, LOCALI CHIUSI ALLE 18 E DAD AL 75%: “MISURE DRACONIANE”

By RadioItaliaAnni60tv on 26 Ottobre 2020 in NOTIZIE DALLA REDAZIONE

Misure draconiane, le hanno definite la Cgil e le categorie del commercio dell’Emilia-Romagna: entrambe lamentano il mancato confronto con viale Aldo Moro; la Regione lamenta a sua volta di essersi viste ignorate le proprie richieste dal Governo.

“Sulle modalità di alcune chiusure ritengo non vi sia stato sufficiente ascolto delle proposte che abbiamo avanzato”: parla di restrizioni incoerenti il presidente Stefano Bonaccini, che però chiama all’unità e a smorzare le polemiche. Resterà quindi in vigore fino al 24 novembre l’ultimo, ennesimo, dpcm firmato sabato dal presidente del consiglio Giuseppe Conte, che ieri lo ha illustrato in diretta televisiva, dopo le correzioni dell’ultimo momento rispetto alla bozza inizialmente trapelata. E allora, da oggi bar e ristoranti dovranno chiudere ai clienti alle 18 ma resteranno aperte la domenica, diversamente da come era stato pensato; scendono però da 6 a 4 le persone che possono sedersi attorno allo stesso tavolo, a parte i casi di nuclei familiari più numerosi (e conviventi); resta consentito il servizio a domicilio e da asporto che non si potrà consumare in luoghi pubblici.

Cambiamenti anche sulla scuola, la dad potrà arrivare al 100% alle superiori, resta il punto di partenza del 75%: tutto questo per alleggerire il trasporto pubblico.

L’altra novità è che chiudono gli impianti da sci, dopo le immagini di piste affollate circolate su web e tv. Fiere (comprese quelle internazionali), convegni e congressi si potranno tenere solo in streaming.

No alle sagre.

E poi niente palestre, piscine, terme, discoteche, sale giochi, sale scommesse, bingo e casinò. Sono sospesi gli spettacoli aperti al pubblico, dunque teatri e cinema, pure all’aperto. Serrande abbassate anche per centri sociali e ricreativi. Restano aperti invece i musei, come i parchi e le aree gioco per bambini.

Resta la “raccomandazione” ad uscire solo per ragioni di necessità e a non invitare a casa amici e parenti. Ugualmente resta la facoltà per i sindaci (si è poi specificato in accordo con il Prefetto) di chiudere alle 21 piazze e strade dove si crea assembramento.

“A provvedimenti restrittivi facciano seguito controlli rigorosi”, è l’invocazione lanciata da Bonaccini. Lo sguardo è però alle categorie economiche colpite, pronte a manifestazioni nei prossimi giorni, rigorosamente statiche come prevede il dpcm: servono “risposte economiche adeguate e tempestive”, dice Bonaccini .

BOLOGNA, MURO CROLLATO SU TERRAZZO: MORTO LO STUDENTE FERITO

By RadioItaliaAnni60tv on 23 Ottobre 2020 in NOTIZIE DALLA REDAZIONE

Non ce l’ha fatta Francesco Caiffa, il 22enne studente universitario rimasto ferito martedì a Bologna, a seguito del crollo di un muro, colpito dal braccio di una betoniera, che ha investito lui e un altro studente – che ha avuto lesioni meno gravi – mentre erano sul terrazzo di un appartamento. La vittima studiava Scienze statistiche all’Alma Mater.

Il giovane, originario della provincia di Lecce, è morto ieri mattina all’ospedale Maggiore. Sull’episodio, avvenuto in via del Borgo di San Pietro, al civico 99, è aperta un’indagine da parte dei carabinieri, che ora diventerà per omicidio colposo. Le macerie sono cadute sui ragazzi che si trovavano su un terrazzo, investendoli.

Caiffa, estratto dai detriti che lo ricoprivano, era apparso subito gravissimo ed era stato ricoverato in Rianimazione. Per l’amico, invece, alcune fratture alle gambe.

La Procura di Bologna ha indagato l’autista del mezzo che avrebbe provocato, urtandolo, il crollo. Il mezzo si trovava in un cantiere, in un cortile interno alle spalle del condominio, in un’area dove si stanno costruendo altre case: il braccio mobile della betoniera ha abbattuto un muro divisorio, ampio circa 10 metri quadrati, che è finito sul terrazzino sottostante dove c’erano i ragazzi.

Al momento sembra che gli inquirenti non ritengano necessario far svolgere l’autopsia sul corpo della vittima.

L’Ausl ha fatto sapere che la famiglia di Francesco ha deciso di donare gli organi.

COVID-19, SCUOLA E TRASPORTI: DA LUNEDI’ 80 BUS IN PIU’

By RadioItaliaAnni60tv on 22 Ottobre 2020 in NOTIZIE DALLA REDAZIONE

L’aumento dei bus promesso dalla Giunta Bonaccini inizierà già lunedì prossimo: dei 120 mezzi annunciati, 80 saranno in circolazione all’inizio della prossima settimana.

Saranno utilizzati per integrare il servizio extraurbano e urbano, su richiesta di agenzie e aziende di trasporto, sentiti gli istituti scolastici: per sostenere e alleggerire insomma il trasporto pubblico, soprattutto quello delle scuole. I mezzi sono stati cosi’ suddivisi: otto a Piacenza; 12 a Parma; 15 a Reggio Emilia; 12 a Modena; 15 a Bologna; cinque a Ferrara; 12 in Romagna.

Si tratta in pratica di un milione e 250mila chilometri aggiuntivi che verranno percorsi, per un costo di quattro milioni di euro: i nuovi mezzi si aggiungono ai 272 in piu’ gia’ in circolazione dall’inizio dell’anno scolastico, su cui la Regione ha investito 16 milioni di euro (più un milione in dispositivi di sicurezza).

In cifre, si stima che in alcuni territori la riduzione portata dall’introduzione di nuove vetture arriverà a toccare il 20%.

L’assessore ai trasporti Andrea Corsini ci tiene a sottolineare che finora non si sono verificati episodi di superamento della soglia dell’80% di riempimento, fissata dal protocollo anti-contagio relativo al trasporto pubblico locale.

Servono controlli, insiste Corsini, che annuncia un incontro con il Prefetto di Bologna perché vengano intensificati all’altezza delle fermate dei bus. E non esclude infine un ulteriore scaglionamento dell’orario scolastico, ma come ultima ratio.

VACCINI: SI ACCORCIANO I TEMPI IN FARMACIA, DOSI GIA’ IL 10 NOVEMBRE

By RadioItaliaAnni60tv on 21 Ottobre 2020 in NOTIZIE DALLA REDAZIONE

Il vaccino antinfluenzale per le persone considerate non a rischio sara’ a disposizione in farmacia entro il 10 novembre.

Lo assicura Federfarma Emilia-Romagna, che e’ al lavoro con la Regione per mettere a disposizione le dosi il prima possibile.

Lo stratagemma è quello della cosiddetta distribuzione per conto, che consentirà di mettere in circolo 36mila dosi: si tratta di una formula che unisce le migliori condizioni di acquisto da parte del pubblico, con la capillarita’ delle farmacie, e che potra’ essere applicata sia al 3% destinato alle farmacie che alle dosi eventualmente in eccesso non utilizzate per le categorie protette.

Nel concreto, il cittadino dovra’ semplicemente recarsi in farmacia con la richiesta del proprio medico curante.

L’Emilia-Romagna quest’anno ha acquistato 1,4 milioni di dosi di vaccino antinfluenzale, da destinare in via prioritaria alle categorie di persone piu’ a rischio, come anziani, operatori sanitari e donne in gravidanza.

Circa 36.000 dosi sono invece destinate al libero mercato, ossia a chi non e’ considerato a rischio: proprio queste, inizialmente, avrebbero dovuto essere riconfezionate e ribollinate dall’Aifa per approdare solo successivamente nelle farmacie.

Ora i tempi saranno piu’ rapidi, le farmacie agiranno – appunto – per conto della Regione.

COVID-19, ULTIMO DPCM: COME SI DECIDONO LE CHIUSURE

By RadioItaliaAnni60tv on 20 Ottobre 2020 in NOTIZIE DALLA REDAZIONE

“Delle strade o piazze nei centri urbani, dove si possono creare situazioni di assembramento, può essere disposta la chiusura al pubblico dopo le 21”: è questa la versione corretta del passaggio nell’ultimo Dpcm, che ha fatto più discutere; nel nuovo testo la parola “sindaci” a inizio frase non c’è più, è stata smussata, dice il Governo.

Chi si occuperà allora di disporre le chiusure? Saranno sempre loro, i primi cittadini, ma non da soli, come lamentavano: la firma ai provvedimenti arriverà dopo un confronto con il Prefetto cittadino e l’Asl competente.

Questa dunque la procedura prevista, come chiarisce la circolare che da Roma sta giungendo alle prefetture italiane: i primi cittadini – in qualità di autorità sanitarie locali – proporranno le chiusure e saranno supportati in tutto dai Prefetti negli appositi Comitati provinciali di ordine pubblico, a cui parteciperanno anche le Asl: sarà in quella sede che si valuteranno eventuali chiusure di strade o piazze, stabilendo anche le modalità (cioè ad esempio il numero di giorni della durata dell’ordinanza).

Ma proprio perché misura di natura sanitaria saranno i sindaci a doverla firmare, ai prefetti il compito di farla rispettare; il contributo della locale Asl sarà tecnico.

Insomma cambia poco, al di là di tecnicismi e parole in più o in meno: agli amministratori locali, che più conoscono il territorio, il compito di prendere decisioni più drastiche.

Ma anche di uniformarsi, come ha fatto il presidente della Regione Emilia-Romagna Stefano Bonaccini in materia di apertura dei locali: le attività di ristorazione potranno alzare le serrande alle 5 del mattino invece che alle 6, come prevedeva l’ordinanza regionale di sabato scorso, che ora si adegua al nuovo Dpcm.

REGGIO EMILIA: TENTA FUGA E FERISCE CARABINIERE, PUSHER IN MANETTE

By RadioItaliaAnni60tv on 19 Ottobre 2020 in NOTIZIE DALLA REDAZIONE

Notte movimentate a Reggio Emilia, dove, dopo la sparatoria di piazza del Monte, si registra un altro episodio di violenza, a poche centinaia di metri di distanza.

Questa volta, a finire in manette un 19enne, accusato di resistenza, lesioni a pubblico ufficiale e detenzione ai fini di spaccio di droga.

Il giovane e’ stato fermato domenica notte all’interno dello stand spagnolo in Piazza della Vittoria, dove e’ in corso il mercato europeo. Il ragazzo ha aggredito i carabinieri intervenuti su richiesta della guardia giurata che l’aveva sorpreso all’interno dello stand chiuso.

Nello zaino aveva un bilancino di precisione e materiale per confezionare la droga, una ventina di grammi di marjuana nascosta nelle nelle mutande, che ha cercato in parte di ingerire dopo aver aggredito i militari che stavano facendo i controlli.

Quando ha visto i carabinieri, infatti, il giovane, prima si e’ rifiutato di fornire le generalita’ e di consegnare lo zaino, poi l’ha strappato di mano ai militari che ne stavano verificando il contenuto e ha tentato di fuggire, dopo aver scaraventato a terra un carabiniere e avergli pestato una mano con i piedi.

Una fuga breve, visto che e’ stato bloccato dall’altro carabieniere e arrestato. Per i due militari feriti nel tentativo di fermare il ragazzo una prognosi di 21 e 7 giorni.

COVID-19, UNIONCAMERE: PIL IN CALO SFIORA IL -10%, RIMBALZO NEL 2021

By RadioItaliaAnni60tv on 16 Ottobre 2020 in NOTIZIE DALLA REDAZIONE

Una quasi buona notizia, perlomeno da far tirare un sospiro di sollievo: la strada è in salita ma non così tanto.

Il calo del Pil in Emilia-Romagna non sarà a due cifre nel 2020, come inizialmente previsto: lo assicura Unionacamere, ultimi dati alla mano. Resta il quadro assolutamente negativo: il Covid-19 ha causato la crisi economica peggiore dal 2009, ma meno profonda di quanto si pensasse.

Lo sguardo delle camere di commercio è già rivolto al rimbalzo: l’Emilia-Romagna nel 2021 dovrebbe essere nelle posizioni di vertice tra le regioni per crescita, seconda subito dopo il Veneto: +7,1% dicono le stime, che vuol dire ripresa parziale, siamo quasi un punto oltre il dato nazionale.

Infatti il Pil quest’anno scenderà poco sotto i 10 punti percentuali, sotto dunque la soglia psicologica della doppia cifra e il prossimo anno si recupererà se non tutto poco meno.

L’andamento del prodotto interno lordo regionale si allontanerà da quello della Germania nel 2020, ma risulterà migliore rispetto a Francia e Spagna.

Il dossier stima per quest’anno una caduta degli investimenti (-12,9%), delle esportazioni (-11,5%), ma anche dei consumi (-11,8%). Nel 2021 la ripresa sarà pronta per le esportazioni e gli investimenti, mentre sarà più lenta quella dei consumi.

A subire il colpo piu’ duro l’industria (-13,7%) e le costruzioni (-11,3%), ma anche nei servizi la recessione sara’ pesante (-8,7%).

Nel 2021 la ripresa sarà solo parziale in tutti i settori, il rimbalzo più consistente riguarderà proprio industria e costruzioni.

Andamenti che si rifletteranno sul mercato del lavoro: gli effetti della pandemia condurranno a un aumento della disoccupazione al 6,2% quest’anno, al 6,9 – quindi in crescita – nel 2021. Come nel 2016, indietro di 5 anni.

COVID-19, SCUOLA E TRASPORTI: SI CONTINUA A DISCUTERE

By RadioItaliaAnni60tv on 15 Ottobre 2020 in NOTIZIE DALLA REDAZIONE

Le Regioni, all’uscita dal confronto col Governo, per bocca del loro rappresentante Stefano Bonaccini, hanno parlato di confronto costruttivo e di massima collaborazione. Ma, sul tema caldo del trasporto pubblico locale, non sono cambiate le carte in tavola: il limite di capienza all’80% non si tocca.

A cercare un accordo, insieme agli enti locali, la Ministra ai Trasporti Paola De Micheli, i vertici del Miur e i rappresentanti delle aziende di trasporto: il passo avanti ottenuto è l’attivazione di tavoli regionali per incastrare – perché di questo si tratta – gli orari delle scuole con le frequenze di bus e metrò.

Come un mantra è stato ripetuto più volte che l’obiettivo è garantire la piena sicurezza e prevenzione a bordo dei mezzi. “È auspicabile – dice Bonaccini – che si possa arrivare anche ad una maggiore differenziazione degli orari dei lavoratori delle aziende pubbliche”, un po’ in linea con quanto suggerito dal Comitato Tecnico Scientifico.

La scuola è e resta, assieme al lavoro, la priorità del governo: questo si traduce nella permanenza della didattica in presenza e nel mettere in campo tutte le azioni possibili per scongiurare altri lockdown.

Per ciò che riguarda i mezzi pubblici, il Ministero dei Trasporti ha presentato dati che dicono che l’utilizzo da parte degli studenti si attesta ad una media del 55% della capacità consentita. Sugli ingressi a scuola scaglionati, invece, c’è il niet dei presidi che definiscono la soluzione impossibile. Una strada dunque che appare quasi senza uscita.

Al momento, il Governo vuole attendere gli effetti dell’ultimo dpcm sulla curva dei contagi; se l’indice rt dovesse però superare l’1.25 si entrerebbe nel terzo scenario ipotizzato dallo studio dell’Iss, che prevede interventi chiari: zone rosse con lockdown temporanei, interruzione di attività sociali e culturali a maggior rischio di assembramento, la possibilità di interrompere alcune attività produttive, possibili restrizioni alla mobilità interregionale, lezioni scaglionate e potenziamento della Dad. Una situazione che tutti vogliono scongiurare.

COVID-19, SCUOLA E TRASPORTI. BONACCINI: “FARE TUTTO IL POSSIBILE PER DIDATTICA IN PRESENZA”

By RadioItaliaAnni60tv on 14 Ottobre 2020 in NOTIZIE DALLA REDAZIONE

E’ la scuola il nuovo fronte caldo del Coronavirus; o, meglio, i trasporti: gli assembramenti critici a bordo di bus e metrò, e alle fermate.

Ma le lezioni in presenza non si fermano: è il monito della Ministra all’Istruzione Lucia Azzolina, che ha trovato l’appoggio del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, dopo che alcune Regioni (Veneto in testa) avevano proposto la didattica a distanza per gli studenti degli ultimi anni delle Superiori. Sul tema si è espresso il Comitato Tecnico Scientifico: più controlli, orari di ingresso e uscita scaglionati per uffici e scuole superiori, apertura delle Ztl, ulteriore potenziamento dello smart working, è la ricetta del Cts per la quale però servono soldi.

Una matassa da sbrogliare, sulla quale è intervenuto dalle colonne di Repubblica il governatore dell’Emilia-Romagna e presidente della Conferenza delle Regioni Stefano Bonaccini, che non ha dubbi: “Dobbiamo fare tutto il possibile per mantenere la didattica in presenza”, “resto convinto – continua, riferito alla scuola – che sia una priorità per il paese”.

Serve verificare ogni possibile strada, lascia intendere Bonaccini, che però non torna indietro sulla percentuale di capienza dei mezzi pubblici all’80%: perché, dice, “permette di garantire un servizio che non lasci nessuno a terra”.

Il governatore ha risposto anche sull’ultimo dpcm firmato da Conte, togliendosi qualche sassolino dalla scarpa, ad esempio sul poco tempo lasciato per esaminare il testo; ma il giudizio è positivo: “si possono prevedere alcune restrizioni molto mirate – dice -. Ma non siamo certo nelle condizioni di dover rifermare tutto”.

“Con un altro lockdown – avverte – passeremmo direttamente dalla pandemia sanitaria a quella economica e sociale”. E difatti, Bonaccini ha chiesto un tavolo di confronto per studiare misure di sostegno agli operatori colpiti dal nuovo provvedimento. Ma sui soldi necessari, almeno sul fronte sanitario, la risposta del governatore è una domanda retorica: “cosa aspettiamo a utilizzare subito i 36 miliardi del Mes?”.