Categoria: NOTIZIE DALLA REDAZIONE

BOLOGNA, 16ENNE UCCISO: AMICO CAPACE DI INTENDERE E DI VOLERE

By RadioItaliaAnni60tv on 20 Febbraio 2019 in NOTIZIE DALLA REDAZIONE

Era capace di intendere e di volere al momento del fatto il ragazzo di 16 anni che il 17 settembre scorso a Castello di Serravalle, nel Bolognese, uccise a colpi di pistola il coetaneo Giuseppe Balboni.

E’ la conclusione a cui è arrivato lo psichiatra Mario Vittorangeli, nominato come perito dal Gip del tribunale per i minorenni, nell’incidente probatorio che si è svolto ieri. Il corpo di Balboni venne ritrovato otto giorni dopo l’omicidio, all’interno di un pozzo.

Nella perizia, a cui ha partecipato anche un consulente nominato dalla famiglia della vittima, si sottolinea come la personalità dell’indagato era tale da consentire progettazione, esecuzione dell’azione delittuosa e previsione delle conseguenze.

Il 16enne venne fermato per omicidio premeditato commesso per futili motivi e occultamento di cadavere. Da allora è in carcere. La perizia osserva come nella personalità dell’indagato non si notino elementi di rilievo psicopatologico, né di immaturità biologica, intellettiva o affettiva.

Dall’analisi degli atti si ricava uno scarso contatto con sentimenti come pena e compassione, ma tutto questo senza configurare uno stato di immaturità sociale, ma mantenendo capacità e libera scelta. Insomma se ne desume che il giovane sapeva ciò che faceva quando si presentò con la pistola all’incontro con il suo amico: ero spaventato, ha sempre sostenuto.

Ora la Procura per i minorenni di Bologna tirerà le fila dell’indagine e si appresterà a chiedere il giudizio per il ragazzo.

ECONOMIA, NEL 2018 SONO CALATE LE IMPRESE GIOVANILI

By RadioItaliaAnni60tv on 19 Febbraio 2019 in NOTIZIE DALLA REDAZIONE

Diminuisce il numero delle imprese giovanili in Emilia-Romagna. A fine 2018 Unioncamere ha registrato un calo in tutti i settori, tranne l’agricoltura. I dati certificano infatti un rinnovato interesse dei giovani per questo settore: le attività guidate da under 35 sono cresciute del 5,1%. A fine anno le imprese attive giovanili sono risultate 30.123, pari al 7,5% del totale regionale. E’ la quota piu’ bassa tra le regioni italiane. In un anno la perdita e’ stata del 3,3%. Peraltro, queste aumentano solo in Trentino-Alto Adige. L’andamento e’ meno pesante di quello emiliano-romagnolo in Veneto, mentre e’ piu’ forte in Lombardia e in Piemonte. La crisi dei settori tradizionali e’ la causa della riduzione. Crollano le imprese delle costruzioni. L’andamento negativo nei servizi e’ determinato dal commercio, mentre tiene l’aggregato di tutti gli altri settori dei servizi. La perdita nell’industria e’ piu’ contenuta della media. Spicca l’aumento delle attivita’ professionali, scientifiche e tecniche. Negli ultimi cinque anni, il ruolo dominante dei servizi si e’ consolidato e la quota delle imprese attive nel settore e’ lievitata di ben 7,2 punti percentuali, nonostante la debacle del commercio. Al contrario il rilievo delle imprese delle costruzioni si e’ assottigliato di quasi un terzo. La riduzione e’ da attribuire alla flessione molto ampia delle ditte individuali. La caduta molto piu’ rapida delle societa’ di persone, mentre crescono le societa’ di capitale.

SMOG: MISURE DI EMERGENZA OVUNQUE, TRANNE A FORLI’ E CESENA

By RadioItaliaAnni60tv on 18 Febbraio 2019 in NOTIZIE DALLA REDAZIONE

Misure emergenziali anti-smog, da domani fino a giovedì, in diversi comuni emiliano-romagnoli, a seguito degli sforamenti del valore limite giornaliero di Pm10 che si sono verificati da venerdì scorso a domenica compresa. E’ quanto emerge dal bollettino ‘Liberiamolaria’ dell’Arpae. Ad essere interessate – nel dettaglio – le città capoluogo di Parma, Reggio Emilia, Piacenza, Modena, Bologna, Ferrara, Ravenna e Rimini oltre a Riccione; Carpi, Castelfranco Emilia, Formigine e Sassuolo nel Modenese; Argelato, Calderara di Reno, Casalecchio di Reno, Castel Maggiore, Castenaso, Granarolo dell’Emilia, Imola, Ozzano dell’Emilia, San Lazzaro di Savena, Zola Predosa, nel Bolognese; Cento nel Ferrarese e Faenza e Lugo nel Ravennate. Le misure emergenziali prevedono l’ampliamento della limitazione della circolazione dalle 8.30 alle 18.30 a tutti i veicoli diesel Euro 4; l’abbassamento delle temperature medie nelle abitazioni fino a 19 gradi e negli spazi commerciali e ricreativi fino a 17 gradi; il divieto di combustione all’aperto; il divieto di uso di biomasse per il riscaldamento domestico; il divieto di sosta con motore acceso per tutti i veicoli; il divieto di spandimento di liquami zootecnici senza tecniche ecosostenibili e il potenziamento dei controlli su questi elementi. Il prossimo bollettino sarà emesso giovedì.

ECONOMIA, UNIONCAMERE: STABILE IL NUMERO DI IMPRESE FEMMINILI

By RadioItaliaAnni60tv on 15 Febbraio 2019 in NOTIZIE DALLA REDAZIONE

Resta piu’ o meno stabile il numero delle imprese femminili in Emilia-Romagna, anche perche’ al forte calo delle aziende del commercio corrisponde la crescita nei servizi. È quanto emerge dai dati elaborati da Unioncamere e relativi al 2018. Al 31 dicembre scorso in regione, le aziende in rosa erano 85.000, pari al 21,1% del totale delle imprese regionali, con una leggera flessione (pari a un -0,1%) rispetto alla fine del 2017. Negli ultimi quattro anni la demografia delle attività mostra un andamento migliore a livello nazionale. In particolare le imprese sono aumentate in dieci regioni italiane e in Italia dello 0,2%. L’incremento e’ stato piu’ rapido nel Lazio. L’Emilia-Romagna e’ risultata quindicesima per ‘variazione’. Nelle regioni con le quali la nostra piu’ spesso si confronta, le aziende in rosa risultano in aumento dello 0,5% in Lombardia e dello 0,2% in Veneto, mentre si riducono in Toscana e in Piemonte. Anche tra le imprese femminili le societa’ di capitale continuano a aumentare notevolmente, per effetto dell’attrattivita’ della normativa delle societa’ a responsabilita’ limitata semplificata. Questa ha contribuito alla sensibile riduzione delle societa’ di persone, alla quale si e’ affiancata una piu’ lenta, ma piu’ ampia flessione delle ditte individuali. Le cooperative e i consorzi fanno registrare anch’esse una lieve contrazione.

ECONOMIA: CALA L’EXPORT REGIONALE, CRESCONO 6 DISTRETTI SU 19

By RadioItaliaAnni60tv on 14 Febbraio 2019 in NOTIZIE DALLA REDAZIONE

Mazzata sull’export emiliano-romagnolo. E per questo il saldo dell’intero anno vede il segno meno. Il dato preso in esame è quello del terzo trimestre del 2018: le esportazioni hanno fatto segnare il -2,3%, in controtendenza rispetto alla crescita del sistema manifatturiero regionale. Un ripiegamento che porta il dato complessivo del periodo gennaio-settembre 2018 in territorio leggermente negativo (-0,5%). Secondo i dati raccolti dal Monitor dei distretti industriali di Intesa San Paolo, nel periodo luglio-settembre hanno registrato una crescita robusta le macchine per il legno di Rimini, le macchine per l’imballaggio di Bologna e il mobile imbottito di Forli’, seguite dalla buona performance registrata dai salumi di Reggio Emilia. I risultati negativi sono arrivati soprattutto sui nuovi mercati, come Turchia, India, Cina, Thailandia e Sud Africa. Sostanzialmente stabili invece i mercati maturi. Hanno chiuso il periodo luglio-settembre 2018 in crescita 6 distretti su 19 monitorati. Negativo l’andamento del distretto delle piastrelle di Sassuolo. Controversa la situazione del settore della meccanica. Se crescono le lavorazioni del legno a Rimini e degli imballaggi a Bologna, calano le macchine per l’industria ceramica e quelle agricole di Modena e Reggio Emilia, i ciclomotori di Bologna, la food machinery di Parma e le macchine utensili di Piacenza. Luci e ombre anche nel settore alimentare. Alla crescita dei salumi di Reggio Emilia e alla stabilita’ del lattiero-caseario parmense e dei salumi del modenese e parmense, si contrappone la contrazione del lattiero-caseario di Reggio Emilia e dell’ortofrutta romagnola. Inoltre e’ proseguita la tendenza negativa dell’alimentare di Parma. Nel sistema moda si osserva una dinamica non omogenea: continua la tendenza positiva della maglieria e abbigliamento di Carpi, mentre decrescono le calzature di San Mauro Pascoli e l’abbigliamento di Rimini. In crescita le esportazioni dei poli tecnologici regionali, Ict di Bologna e Modena al biomedicale di Mirandola.

REGGIO EMILIA: NASCONDE PER MESI IL CORPO DELLA MADRE, POI SI SPARA

By RadioItaliaAnni60tv on 13 Febbraio 2019 in NOTIZIE DALLA REDAZIONE

Avrebbe tenuto nascosto il corpo della madre morta da mesi nel letto di casa e continuato a percepire la sua pensione. Questa la scoperta fatta dai carabinieri di Cadelbosco Sopra, in provincia di Reggio Emilia. Una volta entrati, in mattinata, i militari hanno trovato l’uomo, 59 anni, disoccupato, che si era ucciso con un colpo di pistola, qualche giorno fa. La madre, invece, si trovava nel suo letto in stato di mummificazione: l’ultimo avvistamento della donna, 81 anni, risalirebbe a giugno. Stando alle prime ricostruzioni, l’anziana potrebbe essere deceduta in estate, per cause naturali. I vicini di casa in questi mesi avrebbero fatto domande al figlio, insospettiti dal non vedere la pensionata che era in condizioni di salute già critiche. Lui raccontava però che la madre era ospite di un’amica, nel modenese. Ma i residenti hanno comunque dato l’allarme. In mattinata la scoperta dei carabinieri che, assieme ai vigili del fuoco, hanno fatto irruzione nell’abitazione via Gabella. Di fronte si sono trovati i corpi senza vita di madre e figlio. L’uomo era morto nel letto di camera sua – presumibilmente da domenica – dopo essersi sparato con una pistola, regolarmente detenuta. Accanto a lui anche il cane, ucciso nello stesso modo. Nell’altra camera da letto c’era il corpo della donna. L’uomo avrebbe dunque nascosto il decesso della madre per non perdere l’erogazione della pensione, che rappresentava la principale fonte di sussistenza per la famiglia. I due corpi ora sono a disposizione della magistratura.

PROCESSO CARIFE, LA SENTENZA: NON FU BANCAROTTA FRAUDOLENTA

By RadioItaliaAnni60tv on 12 Febbraio 2019 in NOTIZIE DALLA REDAZIONE

Condanne per due imputati, gli altri 9 assolti. E non fu bancarotta fraudolenta. Il processo per il crac Carife si è concluso nel modo forse più inaspettato, a 4 anni dai fatti: dopo 7 ore di camera di consiglio, ieri in prima serata il tribunale di Ferrara ha emesso una sentenza che mette seriamente in discussione l’intera inchiesta sull’aumento di capitale 2011 per 150 milioni di euro che portò nel baratro la cassa di risparmio cittadina. Il procedimento, iniziato nel giugno scorso e che vedeva parte civile un migliaio di risparmiatori azzerati, è terminato con le condanne a due anni e sei mesi per l’ex presidente Sergio Lenzi e a due anni e tre mesi per l’ex dg Daniele Forin. Condanne basse oltretutto, rispetto alle richieste dell’accusa, e solo per i reati di falso in prospetto, ostacolo alla vigilanza e solo per un capo di aggiotaggio per Lenzi, mentre gli altri aggiotaggi per i due massimi vertici sono stati dichiarati prescritti. L’accusa di bancarotta fraudolenta è caduta perché il fatto non sussiste: dunque, secondo i giudici, non vi furono scambi di azioni illegali tra Carife e le banche amiche per arrivare alla quota dell’aumento di capitale di 150 milioni di euro. Per questo sono stati assolti con varie formule tutti gli imputati cui era contestato il concorso in bancarotta patrimoniale: tra questi, appunto, i i massimi dirigenti delle banche coinvolte, Cari Cesena e Valsabbina Brescia. Per le parti civili il tribunale non ha stabilito nessuna provvisionale, demandata al civile. La sentenza di questo processo è una sorta di primo round: l’attenzione ora è sulla nuova inchiesta che riguarda il dissesto della banca dal 2007 al 2013, con una trentina di indagati per bancarotta e distrazione.

RICCIONE (RIMINI): 23ENNI ACCOLTELLATI SONO STABILI, CACCIA AL QUARTO UOMO DEL BRANCO

By RadioItaliaAnni60tv on 11 Febbraio 2019 in NOTIZIE DALLA REDAZIONE

Sono stazionarie le condizioni dei due 23enni – originari di Gradara, nel Pesarese – accoltellati nella notte tra venerdì e sabato nei pressi di un locale a Riccione, sulla Riviera Romagnola. I due giovani sono stati operati all’Ospedale ‘Infermi’ di Rimini dove sono ricoverati in prognosi riservata: il più grave in Rianimazione con un polmone perforato. L’altro, ferito all’addome, nel reparto di Chirurgia. Per i fatti avvenuti nella città romagnola i Carabinieri di Riccione hanno fermato – per tentato duplice omicidio in concorso – tre giovani, di cui uno minorenne, fortemente indiziati di aver partecipato all’accoltellamento dei due 23enni. Un quarto ragazzo che nei video di sorveglianza si vedrebbe sferrare materialmente il primo fendente all’addome di uno dei due feriti, sarebbe ancora ricercato. Sarebbero tutti appartenenti allo stesso gruppo familiare, di etnia Sinti, residente tra Coriano e Riccione. Le indagini coordinate dalla Procura riminese stabiliranno le esatte responsabilità per i quattro aggressori al momento tutti indagati per tentato duplice omicidio e rapina.

DELITTO DI COGNE, ANNA MARIA FRANZONI E’ LIBERA

By RadioItaliaAnni60tv on 8 Febbraio 2019 in NOTIZIE DALLA REDAZIONE

Era il 30 gennaio 2002 quando in una villetta di Montroz, frazione di Cogne in Val d’Aosta, i carabinieri allertati da una telefonata della madre trovarono un bimbo di 3 anni con in cranio fracassato, riverso sul lettone dei genitori. Quel bambino si chiamava Samuele Lorenzi e quel giorno vide l’inizio di un lungo iter giudiziario che mise sotto i riflettori Anna Maria Franzoni. L’Italia, complici le comparsate in tv della donna e dei suoi avvocati (uno su tutti, l’ex parlamentare Carlo Taormina) si divise tra innocentisti e colpevolisti. La villetta, soprannominata degli orrori, venne presa d’assalto dalle telecamere e dai giornali, come anche un paesino dell’Appennino bolognese, Ripoli Santa Cristina, frazione di San Benedetto Val di Sambro, luogo di origine della famiglia e dove la Franzoni e suo marito, Stefano Lorenzi, si rifugiarono con il loro primogenito e il figlio nato un anno dopo il delitto. Proprio quella casa è stata la dimora della donna e ne ha visto la riacquistata libertà: Anna Maria Franzoni fu infatti condannata in via definitiva nel 2008 a 16 anni, in primo grado – nel 2004 – furono 30. Una parte scontata in carcere, ma nel 2013 arrivò l’ok al lavoro esterno alla Dozza e ad alcuni permessi, infine nel 2014 la decisione di farle scontare la fine pena ai domiciliari nella casa di Ripoli. Tra indulti e buona condotta da febbraio Anna Maria è ufficialmente libera. Lei ora non parla, vuole essere dimenticata e far capire a tutti che è innocente, fa sapere il suo legale Paola Savio. La villetta di Cogne è stata venduta, come pure quella di Ripoli in cambio di una destinazione remota e isolata, sempre sull’Appennino, dove ricostruirsi una vita.

ALLUVIONE RENO, LA REGIONE: CAUSE ECCEZIONALI. M5S NON CI STA

By RadioItaliaAnni60tv on 7 Febbraio 2019 in NOTIZIE DALLA REDAZIONE

Nessun errore umano ma cause da ricercarsi nell’eccezionalità di quanto avvenuto. E’ questo il succo della difesa della Regione Emilia-Romagna sul cedimento dell’argine a Castel Maggiore e lo straripamento del Reno di sabato. I tecnici di viale Aldo Moro hanno presentato al presidente Bonaccini il report sul disastro avvenuto in zona Passo Pioppe di Sala Bolognese, il punto incriminato per la presenza di un cantiere della Regione: “era stata individuata la necessita’ di ricostruire un tratto arginale – viene scritto -, il tutto in corrispondenza di un’area demaniale dismessa in uso all’esercito”. Per consentire la realizzazione dell’opera, continuano i tecnici, “e’ stato costruito un argine secondario a protezione del cantiere stesso, che aveva non solo le stesse caratteristiche di tenuta dell’argine originale ma anche un’altezza superiore”. Per questo, secondo la Regione, l’opera “non presentava dunque elementi di fragilita’ e, per come realizzata, ha contribuito a frenare l’impatto della piena e a contenere l’afflusso dell’acqua”: la causa di tutto, per viale Aldo Moro, è quindi la portata eccezionale della piena, calcolata come superiore di ben 81 centimetri a quella record del 2014. All’origine il meteo e le intense piogge che hanno portato allo scioglimento repentino di buona parte della neve caduta abbandonate nei giorni precedenti: due-tre milioni i metri cubi stimati d’acqua fuoriusciti. La relazione tecnica si concentra poi sui tempi di realizzazione del nuovo argine, messi sotto la lente perchè ritenuti troppo lunghi: tutto nei tempi previsti, dice il dossier, considerando anche gli interventi di bonifica perchè area militare. Tutto risolto? Le opposizioni non ci stanno e criticano proprio le tempistiche: secondo il M5s la relazione non chiarisce il motivo dell’interruzione dei lavori, individuati come urgenti già nel 2015 e pare mai più controllati. Bisogna risponderne ai cittadini, è quanto invocato dai pentastellati, perchè i danni sono notevoli: 22mln di euro la quantificazione definitiva, quella per la quale Bonaccini ha firmato ieri la richiesta dello Stato di emergenza.