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CORONAVIRUS, LE MISURE IN EMILIA-ROMAGNA: “SITUAZIONE IN EVOLUZIONE”

CORONAVIRUS, LE MISURE IN EMILIA-ROMAGNA: “SITUAZIONE IN EVOLUZIONE”

By RadioItaliaAnni60tv on 24 Febbraio 2020 in NOTIZIE DALLA REDAZIONE

Per una settimana niente scuola, niente musei, non si andrà al cinema, nè a teatro, non ci saranno manifestazioni sportive e culturali. È la sintesi delle misure adottate dalla Regione Emilia-Romagna con una ordinanza in vigore fino al primo marzo compreso, firmata dal governatore Stefano Bonaccini in accordo con il Ministro della sanità Roberto Speranza: questa, nel dettaglio, prevede la chiusura delle attività delle scuole di ogni ordine e grado, asili nido, Università, la sospensione di manifestazioni ed eventi e di ogni forma di aggregazione in luogo pubblico o privato, delle gite di istruzione e dei concorsi. Stop anche allo sport. Per il Piacentino al vaglio misure ulteriori. Cresce dunque l’allerta legata alla diffusione del coronavirus sebbene al momento i numeri siano contenuti: 9 persone risultate positive, nessuna in condizioni critiche e i cui contagi sono riconducibili al focolaio lodigiano. L’assessore uscente alla Sanità Sergio Venturi ha sottolineato che non ci sono “casi nati in Emilia-Romagna”, così come sul territorio al momento non ci sono “zone rosse” o focolai. Prosegue l’attività di controllo e di “ricerca” dei possibili contagiati. Possibile che nei prossimi giorni il numero dei casi positivi aumenti, ha detto Venturi, ma anche come conseguenza di un’attività di “ricerca attiva” delle infezioni. Ad esempio con la decisione di effettuare il tampone per coronavirus a tutti i ricoverati per polmonite negli ospedali regionali. Potenziati a tal fine i laboratori di analisi di Bologna e Parma, al lavoro h24, a cui si potrebbe aggiungere un terzo centro. Oltre agli alloggi dell’aeronautica militare di San Polo Podenzano collegati all’aeroporto San Damiano a Piacenza, l’altra struttura individuata per accogliere pazienti da isolare che non abbiano nelle loro abitazioni le condizioni per l’isolamento domiciliare è il Rems di Reggio Emilia. Chi torna in Emilia-Romagna da zone a rischio epidemiologico, non solo la Cina ma anche zone rosse italiane, deve segnalarsi e mettersi in isolamento. Pena sanzioni. Vietato inoltre recarsi al pronto soccorso per sintomi sospetti.