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COVID-19, ECCO LA NUOVA STRETTA #IOSTOACASA

COVID-19, ECCO LA NUOVA STRETTA #IOSTOACASA

By RadioItaliaAnni60tv on 12 Marzo 2020 in NOTIZIE DALLA REDAZIONE

Nessuna conferenza stampa, come 24 ore prima, ma un più istituzionale video-messaggio dalla scrivania probabilmente più calda d’Italia in queste ore. Bandiera tricolore alle spalle, sguardo in camera, tono d’autorità per comunicare a tarda sera quello che in tanti si aspettavano e avevano chiesto: la stretta per combattere il Covid-19 si intensifica. Con un nuovo dpcm il premier Conte ha comunicato la chiusura fino al 25 marzo di tutte le attività commerciali che non siano farmacie e servizi essenziali, che si somma al provvedimento già in vigore fino al 3 aprile. Bar, ristoranti, mense e negozi chiusi quindi. Garantiti approvvigionamento alimentare, farmacie, servizi essenziali (banche, poste, assicurazioni) e trasporti. Fabbriche aperte ma con misure di sicurezza. Il presidente del Consiglio ha parlato di “rinunce” che “stanno dando un grande contributo al Paese” e che faranno sì che l’Italia – è l’auspicio di tutti – “ce la farà”. La nuova stretta raccoglie le istanze di misure più dure, avanzate in primo luogo dalla Lombardia, ma fatte proprie dalle regioni più colpite, come Piemonte, Veneto ed Emilia-Romagna. Fondamentali saranno allora i prossimi giorni, Conte ci tiene però a far propria un’indicazione arrivata dal commissario straordinario Borrelli: per vedere gli effetti di queste misure di forte impatto servirà tempo, un paio di settimane ha chiarito il premier nel suo messaggio, tanto per non lasciare dubbi sulla necessità di rimanere a casa. Ai cittadini che si chiedono ancora come comportarsi nel quotidiano, “il consiglio è sempre lo stesso: uscire per lo stretto necessario e indispensabile”, ripete Borrelli, sottolineando che anche chi si muove a piedi “deve portare l’autocertificazione”. Quanto ai luoghi di lavoro si incentiva ulteriormente il lavoro agile e le ferie, ma l’unica vera misura di sicurezza è la distanza di un metro. Nel caso non sia possibile rispettarla “vanno utilizzate le mascherine chirurgiche”. E proprio per rafforzare la filiera della distribuzione degli strumenti sanitari arriverà da Conte la nomina di un commissario delegato, Domenico Arcuri, Ad di Invitalia: “avrà ampi poteri di deroga, lavorerà per rafforzare soprattutto la produzione, la distribuzione di attrezzature per terapia intensiva e sub intensiva. Avrà anche il potere di creare e impiantare nuovi stabilimenti per la produzione di queste attrezzature e sopperire alle carenze sin qui riscontrate”.