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COVID-19, SCUOLA E TRASPORTI. BONACCINI: “FARE TUTTO IL POSSIBILE PER DIDATTICA IN PRESENZA”

COVID-19, SCUOLA E TRASPORTI. BONACCINI: “FARE TUTTO IL POSSIBILE PER DIDATTICA IN PRESENZA”

By RadioItaliaAnni60tv on 14 Ottobre 2020 in NOTIZIE DALLA REDAZIONE

E’ la scuola il nuovo fronte caldo del Coronavirus; o, meglio, i trasporti: gli assembramenti critici a bordo di bus e metrò, e alle fermate.

Ma le lezioni in presenza non si fermano: è il monito della Ministra all’Istruzione Lucia Azzolina, che ha trovato l’appoggio del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, dopo che alcune Regioni (Veneto in testa) avevano proposto la didattica a distanza per gli studenti degli ultimi anni delle Superiori. Sul tema si è espresso il Comitato Tecnico Scientifico: più controlli, orari di ingresso e uscita scaglionati per uffici e scuole superiori, apertura delle Ztl, ulteriore potenziamento dello smart working, è la ricetta del Cts per la quale però servono soldi.

Una matassa da sbrogliare, sulla quale è intervenuto dalle colonne di Repubblica il governatore dell’Emilia-Romagna e presidente della Conferenza delle Regioni Stefano Bonaccini, che non ha dubbi: “Dobbiamo fare tutto il possibile per mantenere la didattica in presenza”, “resto convinto – continua, riferito alla scuola – che sia una priorità per il paese”.

Serve verificare ogni possibile strada, lascia intendere Bonaccini, che però non torna indietro sulla percentuale di capienza dei mezzi pubblici all’80%: perché, dice, “permette di garantire un servizio che non lasci nessuno a terra”.

Il governatore ha risposto anche sull’ultimo dpcm firmato da Conte, togliendosi qualche sassolino dalla scarpa, ad esempio sul poco tempo lasciato per esaminare il testo; ma il giudizio è positivo: “si possono prevedere alcune restrizioni molto mirate – dice -. Ma non siamo certo nelle condizioni di dover rifermare tutto”.

“Con un altro lockdown – avverte – passeremmo direttamente dalla pandemia sanitaria a quella economica e sociale”. E difatti, Bonaccini ha chiesto un tavolo di confronto per studiare misure di sostegno agli operatori colpiti dal nuovo provvedimento. Ma sui soldi necessari, almeno sul fronte sanitario, la risposta del governatore è una domanda retorica: “cosa aspettiamo a utilizzare subito i 36 miliardi del Mes?”.