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ECONOMIA, BANKITALIA: PREVISTO FORTE CALO A CAUSA DEL COVID

ECONOMIA, BANKITALIA: PREVISTO FORTE CALO A CAUSA DEL COVID

By RadioItaliaAnni60tv on 25 Giugno 2020 in NOTIZIE DALLA REDAZIONE

L’Emilia-Romagna risentirà in maniera netta dell’impatto che l’emergenza legata alla diffusione del coronavirus ha prodotto sui diversi fronti dell’intero tessuto economico. E’ la conclusione lapidaria che fa Bankitalia nella presentazione dello stato dell’economia regionale. Le stime più recenti segnalerebbero per il primo trimestre dell’anno in corso una forte diminuzione del Pil nelle regioni del Nord Est (circa il 5% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente), sostanzialmente in linea con quella dell’Italia. Nel secondo trimestre la flessione dovrebbe ulteriormente accentuarsi. In base ai numeri messi in fila da Bankitalia per “il 69% delle imprese” intervistate nel rapporto “la riduzione delle vendite nel primo semestre dovrebbe superare il 15% e l’elevata incertezza sull’evoluzione della pandemia si è riflessa in una significativa revisione al ribasso dei piani di investimento”. Nei primi tre mesi dell’anno, inoltre anche le vendite all’estero, che erano state in aumento per dieci anni consecutivamente, sono previste in forte flessione: nel primo scorcio del 2020 il calo è stato pari al 2,4% (-12% nel solo mese di marzo), con una diminuzione più pronunciata nella meccanica e nei mezzi di trasporto. Guardando ai redditi e ai consumi delle famiglie secondo la Banca d’Italia nel 2019 “è proseguita l’espansione del reddito disponibile e dei consumi e la regione si caratterizza per un livello di disuguaglianza relativamente basso. I debiti complessivi rappresentano meno della metà del reddito disponibile, un’incidenza inferiore alla media italiana e largamente al di sotto dei paesi dell’area dell’euro. Tuttavia, viene argomentato, “nella prima parte del 2020 il clima di fiducia del Nord Est è bruscamente peggiorato, tanto che le famiglie hanno limitato l’accensione di nuovi finanziamenti. Quanto ai Comuni, osserva infine l’istituto, la perdita di gettito potrebbe arrivare fino al 14% delle entrate correnti dell’anno.