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ECONOMIA: SU EXPORT E GIU’ DISOCCUPAZIONE, SORRIDE L’E-R

ECONOMIA: SU EXPORT E GIU’ DISOCCUPAZIONE, SORRIDE L’E-R

By RadioItaliaAnni60tv on 13 Settembre 2019 in NOTIZIE DALLA REDAZIONE

L’export si conferma il vero trascinatore e l’economia emiliano-romagnola macina lavoro e occupati. Due diverse analisi, Unioncamere e Istat, certificano lo stato di salute della crescita nella nostra regione. Il dato che soddisfa maggiormente è quello relativo a chi ha un impiego: i numeri dell’istituto di statistica, riferiti al periodo aprile-giugno di quest’anno, dicono infatti che il tasso di disoccupazione si è fermato al 4,8%, era a 9 punti percentuali 5 anni fa. Nel dettaglio, il numero degli occupati e’ arrivato a 2 milioni e 57.000 unita’, con una crescita dell’1,3% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. Un valore di occupazione che raggiunge cosi’ il 71,3%, il piu’ elevato tra tutte le regioni italiane, con un miglioramento sia per la componente maschile sia per quella femminile. Siamo dietro solo al Trentino Alto Adige. Continua inoltre a calare il numero delle persone in cerca di occupazione, il dato è sempre riferito al secondo trimestre 2019: il 17,8% in meno, con una contrazione che riguarda sia gli uomini che le donne. Un’economia dunque che procede spedita, grazie principalmente all’export. Unioncamere prende in esame lo stesso periodo dell’anno dell’Istat e certifica che l’Emilia-Romagna, grazie al +4,5% fatto registrare, si conferma al secondo posto per valore delle esportazioni (dopo la Lombardia ma prima del Veneto), facendo rilevare però la crescita maggiore in un semestre. Un andamento positivo determinato dalla capacità di intercettare in particolare i mercati asiatici, mentre il principale contributo settoriale è venuto dall’aumento delle vendite estere dell’altra manifatturiera. In totale, le vendite all’estero delle imprese emiliano-romagnole sono risultate pari a 17 miliardi di euro. Il risultato regionale è da attribuire principalmente all’eccezionale aumento delle vendite estere dell’altra manifattura (+86,2%) e in seconda battuta all’industria dei mezzi di trasporto. Tra le destinazioni si è registrata una forte impennata in Asia, mentre restano solide le tendenze positive sia sull’area europea sia su quella americana.