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PROCESSO BLACK MONKEY, LA CORTE D’APPELLO: NON FU MAFIA

PROCESSO BLACK MONKEY, LA CORTE D’APPELLO: NON FU MAFIA

By RadioItaliaAnni60tv on 30 Gennaio 2020 in NOTIZIE DALLA REDAZIONE

Non è stata mafia. Pur avendo Nicola Femia legami con esponenti di organizzazioni mafiose, questo non è bastato per far dire ai giudici che anche il sodalizio da lui costituito fosse di tipo mafioso. E’ quanto sostiene la Corte d’appello di Bologna nella motivazioni alla sentenza del 29 ottobre scorso che ha fatto cadere l’accusa di associazione mafiosa nell’ambito del processo Black monkey, che vedeva come principale imputato proprio Femia, accusato di essere a capo di un impero del gioco d’azzardo illegale. I giudici lo hanno comunque condannato a 16 anni, ma con un forte sconto rispetto ai 26 anni e 10 mesi che gli erano stati inflitti in primo grado, e anche a molti altri imputati la pena e’ stata ridotta. Nelle motivazioni, i giudici scrivono che “i collegamenti ed i rapporti di Femia con esponenti di organizzazioni mafiose non sono determinanti per dare la medesima qualificazione al gruppo da lui costituito”. Manca inoltre, si legge nelle motivazione, “la prova di un esercizio concreto e percepito fra i cittadini della forza di intimidazione che deve derivare direttamente dal sodalizio e non dal singolo Femia”.Non risulta infatti che abbia mai fatto ricorso a modalita’ operative tipiche delle organizzazioni mafiose, nemmeno – secondo la Corte d’Appello – quando minacciò il giornalista Giovanni Tizian, che infatti ne venne a conoscenza solamente dalla stampa.