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PROCESSO CARIFE, LA SENTENZA: NON FU BANCAROTTA FRAUDOLENTA

By RadioItaliaAnni60tv on 12 Febbraio 2019 in NOTIZIE DALLA REDAZIONE

Condanne per due imputati, gli altri 9 assolti. E non fu bancarotta fraudolenta. Il processo per il crac Carife si è concluso nel modo forse più inaspettato, a 4 anni dai fatti: dopo 7 ore di camera di consiglio, ieri in prima serata il tribunale di Ferrara ha emesso una sentenza che mette seriamente in discussione l’intera inchiesta sull’aumento di capitale 2011 per 150 milioni di euro che portò nel baratro la cassa di risparmio cittadina. Il procedimento, iniziato nel giugno scorso e che vedeva parte civile un migliaio di risparmiatori azzerati, è terminato con le condanne a due anni e sei mesi per l’ex presidente Sergio Lenzi e a due anni e tre mesi per l’ex dg Daniele Forin. Condanne basse oltretutto, rispetto alle richieste dell’accusa, e solo per i reati di falso in prospetto, ostacolo alla vigilanza e solo per un capo di aggiotaggio per Lenzi, mentre gli altri aggiotaggi per i due massimi vertici sono stati dichiarati prescritti. L’accusa di bancarotta fraudolenta è caduta perché il fatto non sussiste: dunque, secondo i giudici, non vi furono scambi di azioni illegali tra Carife e le banche amiche per arrivare alla quota dell’aumento di capitale di 150 milioni di euro. Per questo sono stati assolti con varie formule tutti gli imputati cui era contestato il concorso in bancarotta patrimoniale: tra questi, appunto, i i massimi dirigenti delle banche coinvolte, Cari Cesena e Valsabbina Brescia. Per le parti civili il tribunale non ha stabilito nessuna provvisionale, demandata al civile. La sentenza di questo processo è una sorta di primo round: l’attenzione ora è sulla nuova inchiesta che riguarda il dissesto della banca dal 2007 al 2013, con una trentina di indagati per bancarotta e distrazione.