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BOLOGNA: UCCISO E GETTATO IN DIRUPO, CONDANNA ALL’ERGASTOLO

Consolato Ingenuo, 42enne di origini calabresi ucciso e gettato in un dirupo il 29 luglio 2019 a Tolè, frazione sull’Appennino bolognese: è arrivata ieri in prima serata la condanna all’ergastolo per Ivan Rudic, autotrasportare serbo di 36 anni, considerato l’autore materiale del pestaggio che ha provocato la morte.

Due anni per Mihai Apopei, operaio romeno 51enne, per aver aiutato nell’occultamento del cadavere, gettato in un fosso a bordo strada.

E’ la sentenza pronunciata dalla Corte di assise di Bologna, che ha accolto quanto proposto dalla procura di Bologn. Rudic è stato giudicato responsabile di omicidio volontario e occultamento di cadavere, mentre Apopei è stato assolto per non aver commesso il fatto dalla ipotesi più grave e condannato solo per la seconda.

L’omicidio era scaturito da una lite tra i tre, conoscenti da tempo, scoppiata in un bar a Tolé. Dopo che si erano allontanati in auto, del 42enne si erano perse le tracce: il suo corpo venne ritrovato la mattina seguente.

I carabinieri, che condussero le indagini, arrivarono a Rudic ed Apopei a seguito di testimonianze di persone che li avevano visti insieme a Consolato Ingenuo: l’auto che usarono per allontanarsi dal bar fu trovata ammaccata e con tracce di sangue.

I giudici hanno anche disposto il risarcimento per oltre 100mila euro alle parti civili, i familiari di Ingenuo, ovvero la madre, i tre fratelli, la sorella e la figlia minorenne della vittima.

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