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COLATA DI IDICE, CONSIGLIO DI STATO: RICORSI AZIENDA INFONDATI

La sindaca di San Lazzaro Isabella Conti lo attendeva come l’ultimo round di una battaglia iniziata nel 2014.

Il Consiglio di Stato si è pronunciato in via definitiva sulla cosiddetta Colata di Idice, il maxi-complesso edilizio che doveva sorgere in una frazione del comune alle porte di Bologna.

Secondo i giudici amministrativi di ultimo grado, lo stop a quell’opera deciso dal Comune 7 anni fa era legittimo.

La vicenda giudiziaria è quella dei cospicui risarcimenti (47mln di euro) chiesti dalle Industrie Laterzi Brunori, una delle imprese coinvolte nell’edificazione mancata: nel febbraio 2020 si era già vista respingere il ricorso al Tar, presentato insieme alla Dipierri Costruzioni e alle coop.

Nelle 20 pagine della pronuncia, i giudici scrivono che le richieste sono “infondate”.

Mancano ora i pronunciamenti sugli appelli delle altre due ditte, ma ci sono abbastanza elementi per supporre che finiranno nello stesso modo.Almeno così la pensa la Sindaca Conti, che in un lungo post su Facebook non maschera la soddisfazione per un esito che non è solo giudiziario.

L’alt all’insediamento di 582 appartamenti e decine di negozi, su un’area verde di 284.000 metri quadrati, aveva scatenato polemiche politiche in seno al Partito Democratico (di cui la Conti allora faceva parte), sfociate poi in un esposto da parte della prima cittadina contro colleghi di partito, per presunte pressioni e minacce ricevute.

Tutto finì archiviato, di recente è stata ordinata la distruzione della mole di intercettazioni raccolte col beneplacito di tutte le parti coinvolte.

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