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COVID-19: E-R ARANCIONE, MARCHE GIALLA. IL NUOVO DPCM

L’Emilia-Romagna si è svegliata arancione questa mattina, colore giallo per le Marche. Fino a venerdì 15 la situazione rimarrà tale, con gli indici Rt a dominare la scena, insieme al divieto (valido per tutti) di uscire dai confini regionali salvo che per motivi di lavoro, salute e necessità. Da sabato entrerà in vigore il nuovo Dpcm, che aggiornerà il provvedimento del 3 dicembre allungato con decreto-ponte. All’orizzonte nuove limitazioni e una stretta in particolare sulla movida, anche con divieto di asporto a partire dalle 18 ed estendendo il divieto di spostamento tra regioni anche nelle zone gialle, così come in vigore dalle feste di Natale. Sul tavolo anche l’istituzione di una zona bianca, seppur difficile da raggiungere (servirebbe un Rt sotto lo 0,5) in cui poter riaprire tutto senza limitazioni. Dal canto loro, i governatori delle regioni si sono detti fin da subito contrari a un’altra ipotesi, ventilata dal Ministero della Salute su indicazione del Comitato Tecnico Scientifico e dell’Istituto Superiore di Sanità: cioè la possibilità di far scattare automaticamente la zona rossa nel caso di superamento dei 250 contagiati per 100 mila abitanti. Certi per il futuro due elementi su tutti: che si continuerà ad usare il sistema delle zone per colorare l’Italia e che varrà ancora il coprifuoco dalle 22 alle 5; ma è in via di conferma pure la norma che prevede la possibilità una sola volta al giorno e per un massimo di due persone (oltre ai minori di 14 anni) di andare a trovare amici o parenti. E poi le questioni spinose: la scuola su tutte, con le regioni che vanno in ordine sparso e gli studenti delle superiori pronti alla piazza per tornare in classe; la proroga della chiusura degli impianti da sci, ma pure di musei, teatri, piscine e palestre; infine i nuovi ristori, chiesti a gran voce dal mondo del commercio.

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