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COVID-19, ECONOMIA: CROLLANO PRODUZIONE E FATTURATO

Una crisi “senza precedenti per intensità e impatto” in Emilia-Romagna a causa della pandemia, con tempi lunghi per la ripartenza delle filiere produttive, che richiederà un impegno straordinario. Tanto da far parlare gli industriali della “più pesante recessione economica dal dopoguerra”. E’ la fotografia a tinte fosche di Unioncamere, nell’ indagine congiunturale sul primo trimestre 2020, realizzata in collaborazione con Intesa San Paolo e Confindustria Emilia-Romagna. Il dossier parla di un notevole rallentamento della dinamica produttiva delle piccole e medie imprese, che si riduce del 10,4% rispetto all’analogo periodo del 2019. Insieme al calo di fatturato e ordini quello che prospetta lo studio è dunque un autentico crollo che sarà inoltre accentuato nei prossimi mesi. L’attività è in arretramento in tutti i settori: nel dettaglio, l’industria alimentare riduce il fatturato del 2,8%, nel sistema moda il tonfo è di quasi 18 punti; in difficoltà anche l’industria metallurgica e delle lavorazioni metalliche con un fatturato ridotto del 12,1%. Il capitolo esportazioni vede una flessione del 2,2%: il segno rosso è generalizzato, con l’eccezione di alcuni settori che hanno invece ottenuto incrementi, dall’industria del tabacco a quella farmaceutica. L’occupazione dell’industria ha chiuso il trimestre con un deciso passo indietro, -4,6% e una perdita di oltre 25mila unità, interrompendo una precedente serie positiva in corso da otto trimestri. La pandemia ha avuto impatti evidenti anche sul mercato del credito, inducendo un aumento dei prestiti alle imprese e un rallentamento di quelli alle famiglie: in Emilia-Romagna sono state oltre 75mila le richieste di prestiti garantiti dal Fondo centrale per le Pmi, per un importo di quasi 5 miliardi di euro, di cui 1,3 per operazioni fino a 30mila euro.

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