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COVID-19: IN E-R OCCHI PUNTATI SU BOLOGNA, IMOLA E APPENNINO

Continua  l’allarme per alcune aree della provincia di Bologna, quella con l’incidenza più alta dei casi in tutta l’Emilia-Romagna: in particolare si guarda all’Appennino e all’Imolese.

Nell’area che fa riferimento all’Ausl della cittadina del Santerno, si sono registrati nelle ultime due settimane 461 contagi ogni centomila abitanti: numeri che la piazzano in cima rispetto al resto della regione, l’Ausl di Bologna ne ha 322 ed è seconda.

Ma è nell’Appennino del capoluogo emiliano, a San Benedetto Val di Sambro, che c’è il serio rischio di una zona rossa: domani verranno eseguiti i tamponi a tutta la popolazione, frazioni incluse, decisione presa di concerto da Sindaco e Regione.

Dalle 12 inizieranno le prime vaccinazioni agli insegnanti e seguiranno quelle agli anziani che proseguiranno giovedì; dalle 14 alle 18 verranno eseguiti i tamponi, gli accertamenti proseguiranno anche il giorno successivo.

In entrambi i comuni del bolognese sono in vigore misure più stringenti: a Imola riguardano ambulanti e agroalimentari, fino al 6 marzo per i clienti obbligo di mascherina e misurazione delle temperatura all’ingresso delle aree di vendita che avranno accessi scaglionati; obbligo di mascherine anche per gli operatori, poi distanziamenti di sicurezza e prodotti per igienizzare le mani.

A San Benedetto Val di Sambro è invece in vigore una sorta di fascia arancione rafforzata, con chiusura di tutte le scuole.

Sul fronte della campagna vaccinale, viale Aldo Moro ha annunciato che a marzo cresceranno le dosi disponibili: ne arriveranno, infatti, oltre 470mila, con un aumento del 38% previsto rispetto alle forniture di febbraio. La maggior parte dei vaccini saranno consegnati da Pfizer-Biontech, a seguire da AstraZeneca e Moderna.

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