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COVID-19, ISS: LE MARCHE PASSANO A RISCHIO MODERATO

Ci sono anche le Marche tra le 6 Regioni e le due province autonome classificate dall’Istituto Superiore di Sanità a rischio moderato; le rimanenti 13 (quindi pure l’Emilia-Romagna) restano a rischio basso.

La regione del Picchio fa compagnia ad Abruzzo, Campania, Veneto, Sardegna, Sicilia e alle province di Trento e Bolzano. Questo perché aumenta la circolazione della variante Delta: secondo il Ministero della Salute la strada maestra è il tracciamento dei casi e il completamento dei cicli vaccinali.

L’indice di contagio è passato a 0,66, dallo 0,63 della settimana scorsa; in salita anche l’incidenza, passata da 9 a 11 casi ogni 100mila abitanti. Lungo lo stivale, nessun territorio supera la soglia critica di occupazione dei posti letto in terapia intensiva né in area medica: il tasso è fermo al 2% per entrambe le voci. Secondo la fondazione Gimbe, dopo tre mesi di discesa della curva dei contagi, a fine giugno il calo ha subito una frenata e adesso l’inversione tendenza è così chiara che se ne vedono i segni anche a livello regionale.

Guardando infatti proprio i numeri delle Marche, il tasso di positività ai tamponi è al 2,1%: preoccupa in particolare l’impennata del focolaio di variante Delta scoppiato a San Benedetto del Tronto. Attualmente, la regione del Picchio è quella con il maggior aumento dei contagi nel periodo che va dal 30 giugno al 6 luglio, +197,1% di nuovi positivi, mentre l’incidenza ogni 100mila abitanti è pari a 84.

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