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COVID-19, MONITORAGGIO ISS: E-R E MARCHE A RISCHIO MODERATO

A dispetto delle aspettative, di chi vedeva l’estate come un vaccino naturale, la variante Delta ha fatto saltare tutte le previsioni pre-stagionali: il monitoraggio settimanale dell’istituto superiore e del ministero della sanità mostrano un’Italia che vede in crescita, per la seconda settimana, numero dei contagi e incidenza; la buona notizia è che le terapie intensive e la aree mediche restano con livelli di occupazione lontanissimi dalla soglia critica (ancora al 2% per entrambe le voci), soprattutto perché – è l’analisi che viene fatta – i contagi aumentano tra i giovani che spesso poi risultano asintomatici. Il riferimento è la settimana dal 5 all’11 luglio, la scorsa.

E dopo le Marche 7 giorni fa, pure l’Emilia-Romagna entra nel rischio moderato, in compagnia di ben 19 regioni, a rischio basso solo la provincia autonoma di Trento e la Valle d’Aosta: i numeri parlano di impennata dell’Rt e dell’incidenza, rispettivamente a 0,91 (era 0,66 la scorsa settimana) e a 19 casi su 100 mila abitanti (erano 11).

L’Emilia-Romagna ha un Rt di 0,87 e un’incidenza dei nuovi contagi pari al 2,4%; poco sopra le Marche, 2,5, che però sono a un passo dall’1 per indice di trasmissibilità, 0,92. Molto interessante anche il dato diffuso dal Cnr sui nuovi positivi nelle province italiane.

In 47 di queste si è arrivati in una settimana a superare la soglia di 10 contagiati in più ogni 100mila abitanti: tra queste, restando a casa nostra, Piacenza ha registrato 35 nuovi casi, Rimini 27, Reggio Emilia 20, Bologna 15, Modena 14; Forlì-Cesena, Pesaro Urbino e Ancona 13.

Guardando alla situazione ospedaliera, l’Emilia-Romagna ha un’occupazione delle terapie intensive pari al 2,2%, vanno meglio le Marche allo 0,9; in area medica sono invece rispettivamente al 17,1 e al 14,9%: siamo molto lontani dalle soglie critiche.

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