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ECONOMIA, BANKITALIA: 2021 ANNO DELLA RIPRESA PER L’E-R

La ripresa c’è, le imprese dell’Emilia-Romagna la cavalcano, ma ci sono ancora alcune incertezze legate alla pandemia. E’ il quadro, tutto sommato molto roseo, con il quale la Banca d’Italia dipinge l’economia da Piacenza a Rimini.

I numeri si riferiscono ai primi sei mesi dell’anno e riportano di uno stato economico di salute in regione nettamente migliore rispetto al 2020; i punti oscuri, rileva Bankitalia, sono legati soprattutto al permanere delle tensioni nell’approvvigionamento di materie prime.

In definitiva però, nella primavera 2021, con un trend che è proseguito anche in estate, è stata quasi del tutto recuperata la flessione dovuta all’emergenza sanitaria, anche se non manca qualche eccezione. Segnali che si riflettono sui posti di lavoro: è infatti calato il ricorso alla Cassa integrazione e ai fondi di solidarietà, l’occupazione è scesa nel primo trimestre per poi risalire nel secondo, pur rimanendo inferiore ai livelli del 2019.

Guardando al settore industriale, si segnala un aumento della produzione del 12%; e le imprese sono tornate ad investire. Passando alla manifattura, questa è sostenuta sia dalla domanda interna che da quella estera: nel primo semestre le esportazioni sono aumentate del 24,4%, con vendite che hanno superato quelle dello stesso periodo del 2019. Il recupero ha riguardato tutti i comparti con la sola eccezione, precisa Bankitalia, della moda. Anche le costruzioni stanno meglio: grazie ai bonus il fatturato è aumentato del 6,2%, recuperati i livelli di un paio d’anni fa.

I servizi, più colpiti dalle restrizioni, si sono risvegliati al calare delle misure anti-Covid: nel commercio il valore delle vendite al dettaglio, aumentato del 5% nei primi sei mesi, ha quasi recuperato i livelli pre-pandemia. Gap col 2019 che resta ancora in alcuni comparti: le presenze turistiche, pur aumentate di oltre un terzo rispetto al 2020, sono rimaste inferiori; nel settore dei trasporti poi resta delicata la situazione del traffico aereo.

Sul fronte del credito infine, i prestiti bancari sono cresciuti del 2,9%, in forte rallentamento rispetto alla fine del 2020 per via della minore domanda di finanziamenti legati a garanzie statali. La ripresa dei consumi e l’aumento delle compravendite di immobili hanno favorito in questo quadro un’accelerazione dei prestiti alle famiglie.

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