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ECONOMIA, UNIONCAMERE: CRESCONO LE IMPRESE FEMMINILI IN E-R

La ripresa economica post pandemia in Emilia-Romagna coinvolge anche le imprese femminili, nonostante le difficoltà legate al Covid abbiano colpito perlopiù le donne.

I dati elaborati da Unioncamere Emilia-Romagna dicono che a fine settembre 2021 sono risalite a quota 85.410, cioè il 21,3% del totale delle imprese regionali.

Dopo avere invertito la tendenza negativa nel primo trimestre, la loro consistenza è aumentata, fino a segnare un +1,1% rispetto alla stessa data del 2020.

L’andamento è diverso se si considerano le imprese di giovani donne e di donne straniere. A fine settembre 2021 le imprese femminili giovanili erano il 9,2% delle imprese in rosa.

La tendenza negativa iniziata nel secondo trimestre 2016 si è invertita nel corso di quest’anno. Alla stessa data quelle femminili straniere erano 12.065 pari al 14,1% del totale delle imprese rosa dell’Emilia-Romagna.

In questo caso, la tendenza è di costante aumento. In generale, la crescita delle aziende a guida femminile in regione deriva da una tendenza positiva diffusa a quasi tutti i macrosettori e attività. In particolare, sono stati i servizi diversi dal commercio a salire in maniera più rapida, anche se in modo non uniforme.

Per l’aggregato delle altre attività dei servizi, solo un lieve recupero, frenato dai servizi alla persona. Così come per alloggio e ristorazione.

Al contrario, bene il settore noleggio, agenzie viaggio e servizi alle imprese. Altro apporto rilevante è giunto dalle attività immobiliari.

Un contributo positivo dalle costruzioni, +3,2%. L’aumento della base imprenditoriale appare più contenuto perle imprese manifatturiere, frenato dal nuovo calo tra le industrie tessili, ma sostenuto dalla ripresa nell’industria alimentare.

Infine, l’insieme di agricoltura, silvicoltura e pesca è risultato l’unico macrosettore ad avere subito una diminuzione.

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