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FERRARA: MORTO IN CELLA, LA PROCURA DISPONE L’AUTOPSIA

La prima ipotesi, la più probabile, è che si sia tolto la vita nella sua cella, alcune ore dopo essere entrato in carcere.

La procura però vuole vederci chiaro, escludere ogni dubbio: ci sarà quindi l’autopsia, disposta per domani, sul corpo del 29enne trovato morto impiccato all’interno del carcere di Ferrara, la notte del 31 agosto. Indagate quattro persone, coloro che nelle ore precedenti la morte possono aver avuto a che fare con lui: un atto dovuto per permettere la partecipazione all’esame autoptico per coloro che potrebbero essere accusati del coinvolgimento nel caso.

Il giovane era entrato nella casa circondariale dell’Arginone a conclusione di un’operazione anti-droga condotta dai Carabinieri: a casa sua, a Pieve di Cento, al confine tra la provincia estense e quella bolognese, erano stati trovati era stato trovato in possesso di due involucri contenenti due chili di marijuana e 161 grammi di hashish, oltre a due bilancini di precisione.

I militari, in un secondo momento sempre in giornata, gli avevano anche scoperto e sequestrato una pistola semiautomatica calibro 9, corredata di 60 munizioni, risultata rubata l’anno scorso nel territorio di Bologna; oltre a 16mila euro in contanti.

L’uomo era quindi arrestato e portato in carcere in attesa dell’udienza di convalida che si sarebbe dovuta svolgere il giorno successivo, ma che non c’è mai stata perché il 29 è stato trovato impiccato nella sua cella.

I genitori – assistiti dall’avvocato Antonio De Rensis, che avrebbe dovuto seguire anche la vicenda dell’arresto – vogliono vederci chiaro e capire se tutto questo potevo essere evitato.

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