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MORTE SUL LAVORO A CAMPOSANTO (MODENA): C’E’ UN INDAGATO

C’è un indagato per la morte di Laila El Harim, l’operaia 40enne morta martedì mattina al lavoro, risucchiata da un macchinario in un’azienda di imballaggi a Camposanto, nel modenese.

La procura di Modena ha iscritto nel registro degli indagati il legale rappresentante dell’azienda Bombonette.

Il fascicolo aperto è per omicidio colposo e l’iscrizione al momento sarebbe da considerarsi come atto dovuto per chiarire come siano andate le cose: a questo ricostruito finora, Laila è stata trascinata e schiacciata da una fustellatrice, un grosso strumento che serve per sagomare, e quindi tagliare con precisione, diversi tipi di materiale da imballaggio.

Sul corpo di Laila sarà anche eseguita l’autopsia, disposta dalla procura modenese per completare il quadro di accertamenti su quanto avvenuto. Sotto sequestro il macchinario nel quale l’operaia, secondo una prima ricostruzione, sarebbe rimasta con ogni probabilità incastrata senza trovare scampo.

Secondo una prima relazione che l’Ispettorato nazionale del Lavoro ha inviato al ministro Andrea Orlando, il macchinario era infatti provvisto di un doppio blocco di funzionamento meccanico, “ma purtroppo – si legge – azionabile, da parte dell’operatrice, soltanto manualmente e non automaticamente”.

Laila El Harim avrebbe compiuto 41 anni a giorni, madre di una bimba di 4 anni, era originaria del Marocco e da circa vent’anni era residente in Italia.

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