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OMICIDIO DI GAGGIO: BOSSOLI NEL RENO “COMPATIBILI” CON FRAMMENTI SUL CADAVERE

Potrebbe essere un passo verso la verità sull’omicidio di Natalia Chinni, ex insegnante di 62 anni uccisa nella frazione Santa Maria Villiana di Gaggio Montano: i periti incaricati da Procura di Bologna e Ris di Parma hanno rilevato compatibilità tra i frammenti di piombo estratti dal cadavere, quelli estratti dalle cartucce trovate a casa del vicino e i pallini contenuti nelle munizioni ripescate nel fiume Reno, poco distante dal luogo del delitto. A rivelarlo è questa mattina l’edizione bolognese di Repubblica.

A quanto apprende il quotidiano, gli specialisti sono ancora al lavoro ma queste prime risultanze vanno nella direzione delle ipotesi formulate dagli inquirenti: cioè che a uccidere la donna il 27 ottobre scorso sia stato il suo vicino di casa e cugino, al momento l’unico a essere indagato. E’ emerso poi un altro elemento, che aggraverebbe ulteriormente la posizione dell’uomo: dall’autopsia sul corpo della prof in pensione, la donna potrebbe essere stata uccisa tra le 8 e le 9,30 del mattino, un lasso di tempo che manderebbe in fumo l’alibi dell’indagato.

L’uomo si è fin da subito dichiarato estraneo ai fatti: quel venerdì mattina ha detto di essere uscito di casa con la moglie per sbrigare affari, tornando a casa la sera.

C’è però la sosta con l’auto all’altezza di un ponte sul fiume Reno lungo la Porrettana: lì, dove sono state trovate le cartucce, secondo gli investigatori l’uomo si sarebbe liberato dei bossoli e dell’arma.

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