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VINO: VENDEMMIA 2021, IN EMILIA-ROMAGNA GIU’ LA PRODUZIONE

Non solo danni a ortofrutta e coltivazioni.

Il cambiamento climatico si fa sempre più sentire anche nella raccolta dell’uva per la produzione di vino.

In Emilia-Romagna è atteso un calo produttivo medio del 20-30% in Emilia-Romagna, con picchi fino al 40% nella zona del Lambrusco e nella Bassa Romagna, e differenze significative in base all’intensità di ondate di gelo, grandinate e siccità, che hanno colpito a macchia di leopardo il territorio regionale: sono le stime di Confagricoltura, secondo l’associazione la produzione quest’anno partirà prima di Ferragosto, con la vendemmia dei bianchi base spumante, ossia Chardonnay, Sauvignon Blanc e Pinot.

C’è da dire che il 2020 portò una superproduzione: +14,7% rispetto all’anno precedente, 6,6 i milioni di quintali. Secondo le previsioni, la vendemmia sarà di qualità nel piacentino seppur con una riduzione dei volumi stimata intorno al 15-20%.L’areale di Parma, sicuramente il più danneggiato dall’ultima tempesta, vede una perdita nei vigneti del 15% circa.

Nel reggiano, la raccolta partirà in ritardo di almeno dieci giorni con un crollo di produzione vicino al 25%, per via delle gelate primaverili e della crisi idrica tuttora in corso.

In linea con Reggio, anche Modena conferma la scarsa produzione. A risentirne di più è la collina dove persiste la carenza d’acqua.In provincia di Bologna ci si aspetta un calo del 20% e forse anche più per il Pignoletto, tra gelate, grandine e siccità. Nella Bassa Romagna e nel ravennate.

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