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VIOLENZA CONTRO LE DONNE: A BOLOGNA 50 SOS AL MESE

Oltre due SOS al giorno, 50 ogni mese: sono le donne che da inizio anno si sono rivolte alla Casa delle donne per non subire violenza di Bologna: 508 in totale, 333 italiane e 165 straniere.

Un dato in linea con i 502 contatti registrati nei primi dieci mesi del 2020, anno che si è poi concluso con 643 richieste. Si aggiungono 197 donne che erano già in percorso dagli anni precedenti, per un totale di 705 donne accolte. Sempre a fine ottobre, 50 i minori ospitati nella comunità.

Sono i numeri illustrati alla vigilia della giornata mondiale contro la violenza sulle donne, che si celebra il 25 novembre: da giovedì si svolgerà  la 16esima edizione del festival “La violenza illustrata”, intitolata “R(i)esistenze”: 16 giorni di incontri, mobilitazioni e spazi di discussione per un totale di 61 eventi in presenza e online.

Violenze soprattutto domestiche quelle subite dalle donne. Ma purtroppo non solo: è l’università di Urbino a gettare luce su una dimensione che dà la misura del gap che corre tra uomini e donne: quella del lavoro, in particolare in somministrazione dove è la precarietà a giocare un ruolo forte.

La ricerca è stata condotta nelle province di Ravenna, Rimini e Reggio-Emilia. Circa un terzo dei 400 intervistati ha per di più dichiarato di avere subito violenze, molestie, discriminazioni o ricatti: le donne sono più soggette a ricatti o molestie sessuali. La retribuzione annua femminile risulta essere del 27% più bassa di quella degli uomini.

Dalla ricerca emerge inoltre che solo il 13% degli uomini in somministrazione ha ricevuto una proposta di assunzione a tempo indeterminato a fronte del 9% delle donne.

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